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domenica 24 luglio 2016

Premio Letterario "Procida, isola di Arturo - Elsa Morante"


Ventinovesimo premio "Procida, Isola di Arturo - Elsa Morante". 
Questo premio ha più o meno la mia età, è praticamente nato alla fine degli anni ottanta per poter celebrare una delle figure artistiche e letterarie più importanti della letteratura italiana. Elsa Morante, scrittrice e traduttrice, considerata dai critici come una delle voci più autorevoli del 1900, è autrice di quel libro che ha segnato inevitabilmente la storia della mia isola.
L'Isola di Arturo, vincitore del Premio Strega nel '57, vive e rappresenta la Procida selvaggia e incontaminata pochi anni prima della II Guerra Mondiale, Quell'isola che non ho mai visto o vissuto, la cui semplicità e piccolezza rappresentano un pregio ma anche un grosso ostacolo. L'isola racchiude e chiude tutto il mondo di Arturo e di ogni isolano, può apparire come un rifugio sicuro o una gabbia da cui voler fuggire.
Elsa Morante e Arturo sono quei capisaldi da cui a Procida è impossibile fuggire, e con questo premio si è sempre voluto rinsaldare questa amicizia speciale, un legame artistico di grande valore.

Questo post a cosa serve, per condividere con voi una bella notizia (?), quest'anno sono entrata a far parte della giuria popolare formata da circa 50 lettori forti che avranno l'onere e l'onore di leggere e poi scegliere tra i tre romanzi che sono arrivati in finale.
E quali sono questi romanzi? Continuate a leggere questo post così da conoscerli.


Neve, cane, piede Il grande animale Il cinghiale che uccise Liberty Valance

Neve, cane, piede di Claudio Morandini


Il romanzo è ambientato in un vallone isolato delle Alpi. Vi si aggira un vecchio scontroso e smemorato, Adelmo Farandola, che la solitudine ha reso allucinato: accanto a lui, un cane petulante e chiacchierone che gli fa da spalla comica, qualche altro animale, un giovane guardiacaccia che si preoccupa per lui, poco altro.

Il grande animale di Gabriele Di Fronzo 
Finalista al Premio Opera Prima 2016

Francesco Colloneve, imbalsamatore per mestiere, ha imparato che non c'è modo di scampare alla perdita e dunque tanto vale esercitarsi in tutti quei gesti che aiutano a sopravvivere agli abbandoni. Quando il padre si ammala, la sua memoria tarlata è l'occasione per ricordare insieme mancanze e colpe di cui Francesco porta ancora i segni. Ma è alla morte del genitore, da cui si è dovuto trasferire, che Colloneve - esperto di abbandoni per indole nonché per professione - dovrà usare tutte le sue strategie per trasformare il dolore del lutto in un incantesimo di eternità. Perché se, come ha scritto Elizabeth Bishop, "l'arte di perdere non è difficile da imparare", più complicata è l'arte di sopravvivere alle cose perse. In questo suo romanzo di esordio, con una lingua esatta e tagliente - che evoca gli strumenti del suo protagonista Di Fronzo ci racconta come far si che ciò che altrimenti subito scomparirebbe, rimanga nostro per sempre.


Il cinghiale che uccise Liberty Valance di Giordano Meacci
Finalista al LXX Premio Strega.

Nell'immaginario paesino di Corsignano -tra Toscana e Umbria - la vita procede come sempre. C'è gente che lavora, donne che tradiscono i propri uomini e uomini che perdono una fortuna a carte. C'è una vecchia che ricorda il giorno in cui fu abbandonata sull'altare, un avvocato canaglia, due bellissime sorelle che eccellono nell'arte della prostituzione e una bambina che rischia la morte. E c'è una piccola comunità di cinghiali che scorrazza nei boschi circostanti. Se non fosse che uno di questi cinghiali acquista misteriosamente facoltà che trascendono la sua natura. Non solo diventa capace di elaborare pensieri degni di un essere umano, ma, esattamente come noi, diventa consapevole anche della morte. Troppo umano per essere del tutto compreso dai suoi simili e troppo bestia per non essere temuto dagli umani: "il Cinghiale che uccise Liberty Valance" si ritrova all'improvviso in una terra di nessuno che da una parte lo getta nella solitudine ma dall'altra gli dà la capacità di accedere ai segreti di Corsignano, leggendo nel cuore dei suoi abitanti.


Bhè vi farò sapere cosa ne penso...

P.S. Che sia la volta buona che riprendo a scrivere ;) Grazie a tutti quelli che continueranno a leggere il blog, dopo questo grosso periodo di assenza.








sabato 20 giugno 2015

Chi manda le onde ?!? di Fabio Genovesi

Ciao ragazzi e ragazze! Come promesso nel ultimo papertowns (credo di averlo detto o.o) la recensione dell'ultimo romanzo che ho letto, (l'ultimo libro è una saggio di critica letteraria e non credo interessi.o Chi manda le onde di Fabio Genovesi è stato un bel tomone, o un bel mattonazzo come dicono alti. 400 pagine. Ma le vale tutte, fino all'ultima :D!!

Pubblicato da Mondadori il nuovo libro di Fabio Genovesi "Chi manda le onde" (394 pp., 19 euro) è stato candidato al Premio Strega, ha vinto il Premio nella sezione Giovani e dopo essere entrato nella fortunata dozzina è ora nella cinquina (insieme Lagioia, Ferrante, Covachic e Santagata) -


Chi manda le onde di Fabio Genovesi
Mondadori

Luna ha i capelli bianchi e la pelle chiara. Brilla di luce propria come una stella, come il sole, lei che il sole non può vederlo perché le fa male, ma forse non ne ha bisogno perché brilla da sé.
Luna ha 13 anni e fino alla prima media credeva in Babbo Natale, ehi non c'è niente di male, anche perché Babbo Natale è un ladro, così pensava Luna. Chi viene a consegnare un regalo e lo fa di notte e di nascosto?
Luna ha un fratello, uno di quelli che tutti vorrebbero, Luna ha un fratello che si chiama Luca.
Luca ha...non importa quanti anni ha. Luca è un ragazzo con le spalle da uomo. Luca ha una luce negli occhi e ti è impossibile contraddirlo.
Luna e Luca vivono a Forte dei Marmi con la madre Serena. Sono in tre e sono perfetti così.
Forte dei Marmi è in Versilia, terra viva ed energica dai maggio ad ottobre, un po' meno durante l'inverno. Il destino di tutti i luoghi di villeggiatura, lodati ed amati durante l'estate dimenticati durante l'inverno. Non da chi ci vive.
Sandro è un quarantenne sfig..no meglio sfavorito (ndFabio Genovesi non sono sfigati ma sfavoriti), laureato in inglese, aspetta qualcosa da tutta la vita, ma forse non sa neanche lui cosa. Rimanda sempre tutto, è un grande procrastinatore. Vive con i suoi e per sua madre nonostante le quattro decadi alle spalle è sempre "Sandro, Sandrino"
Finito a fare una supplenza, si imbatte di Luca, e ne resta folgorato: Luca è tutto ciò che lui non è stato al liceo, bello, intelligente, popolare e con mille opportunità da scoprire. 
E poi conosce Serena, la madre di Luca. 
Serena che era al suo liceo ed era popolare. 
Serena che era e è la più bella, con i capelli morbidi e lunghi, che le cadono sulle spalle. 
Serena che non l'ha mai notato e che ora lo odia.
Forte dei Marmi è così calma in autunno e inverno, niente la scuote se non il mare che furiosamente si fa sentire abbattendosi sulle sue spiagge. Ma Forte dei Marmi è ora un po' meno calma, scossa da un evento triste che coinvolge tutti: Serena e Sandro, Luca, Luna, Zot, il bambino venuto da Chernobyl per respirare un po' d'aria buona e che parla un italiano perfetto e d'altri tempi, persino Ferruccio, Ferro per gli amici che ha le mine nel giardino e i fucili alle finestre per difendere la sua casa dai russi che vogliono prendersi tutto di Forte dei Marmi e mandare via tutti i fortemarmini DOC. Un po' meno coinvolti ma sono i migliori amici di Sandro, quindi vanno nominati, sono Rambo e Marino, un quarantenne protagonista perfetto di "Quarantanni vergine" e un catechista/ausiliario del traffico.
Il vero protagonista di questo romanzo, però,  non è un uomo, una donna o un bambino...è il mare, presenza unica e costante della vita dei fortemarmini. E' il mare che da la vita alla città, con la sua bellezza attirando i turisti, ma è sempre il mare che la toglie, che è cattivo e ti porta via tutto, è una madre benevole e malevola. E' la natura benigna e maligna.
Chi manda le onde è un romanzo corale a moltissime voce, coinvolge tutti gli stadi della vita. E' la celebrazione delle seconde possibilità, se si accettano gli alti e i bassi, le delusioni, le occasioni perse che non torneranno più, Fabio Genovesi ti trascina nella vita reale dei fortemarmini, è tutto vero, niente è costruito. La storia si insegue da sé, ti tira sempre più giù, affogandoti nelle profondità delle sue acque e non c'è alcun modo di risalire, non c'è scampo, puoi solo abbandonarti alla lettura di questa storia. Immersi nella bellezza della Toscana, fra Etruschi e antichi popoli della Luna.