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venerdì 19 gennaio 2018

La vita com'è di Grazia Verasani

Le vacanze non ci hanno divorate, piuttosto siamo noi ad aver divorato loro...si credo sia corretto. Spero siano andate per il meglio, che regali libreschi avete ricevuto, fortunatamente la nostra lista di regali deve essere arrivata a Babbo Natale visto che qualche titolo è stato trovato sotto l'albero. 
E la vostra Wishlist ha subito una sfoltita? Speriamo di sì.
Intanto oggi la nostra Chicca ci parla della sua ultima lettura. Buon proseguimento!


Un Giovane Scrittore ed una scrittrice di ventanni di più, la storia di un corteggiamento spietato, quello di lui ed il rifiuto costante di lei, ormai disincantata di fronte all'amore.
Il racconto di un manoscritto, delle speranze e paure di un giovane esordiente e l'ironia e il sarcasmo di una lei affermata, che ha già visto parecchio dalla vita e che forse, non si aspetta ancora granché.
La trama, forse un tantino stereotipata (ma del resto, gli stereotipi non credo nascano mai da una vera caricatura della realtà) è ambientata nella Bologna di questi giorni, nel caldo afoso di un'estate contemporanea.

La vita com'è è il titolo del libro di Grazia Verasani, pubblicato da La nave di Teseo, che racconta, descrive e vede tutto con gli occhi di lei.

Le opinioni sul mondo, sulla vita; la gioventù e la vecchiaia, i ricordi dei primi passi nel mondo del teatro romano, il rientro a Bologna, gli amori giovanili e quelli maturi, come quello per Scrittore e per Giovane Scrittore, la conoscenza di Giallista e Sceneggiatore; tante figure di cui ma balza all occhio il nome vero del personaggio, come a voler sottolineare sempre il distacco di una donna trincerata nelle sue certezze letterarie, marcando con esattezza chi è la voce narrante.
Frequenti i flash back e dialoghi mai lenti, ritmati e frizzanti con cui l'autrice ci offre due generazioni a confronto.

mercoledì 27 dicembre 2017

"Follia" di Patrick McGrath portami via

Ho quasi paura a riprendere in mano una recensione, devo sperare che sia come andare in bicicletta e che una volta imparato non si dimentica più. 
Qui vi lascio il link di IBS di "Follia", il romanzo di Patrick McGarth di cui vi lascio anche la recensione. Sto cercando un termine diverso invece di recensione, perché a volte non mi sento "in grado" o nel giusto nel dichiararmi recensore. E' più una mia opinione, una riflessione su quanto letto e su cosa mi ha lasciato e su come io abbia trovato la lettura. 


Vi vorrei parlare di un viaggio, uno po' speciale e particolare, perché riguarda la psiche umana. E' un viaggio delicato, da intraprendere con cautela e che può lasciare turbati e a volte anche confusi. 

Il dottor Cleave ci racconta la storia. È attraverso il suo occhio clinico che scopriamo prima Stella Raphael, oggetto dello studio attento del dottore e protagonista reale e apparente di questo viaggio, e immediatamente della sua conoscenza con Edgar, anima artistica e sovversiva che la coinvolge in un turbine crescente di emozioni, offrendole ciò che la sua vita con Max non sembra offrirle. La mente di Stella è acuta, frenetica e brillante, costantemente alla ricerca di nuovi stimoli, che la solitaria vita in un ospedale psichiatrico non sembra offrirle.
O semplicemente non dovremmo neanche provare a giustificare il comportamento  di Stella, accettare il suo progressivo avvicinarsi ad Edgar, il lasciarsi trascinare da lui e dal suo estro, dalla dirompente carica sensuale che sembra emanare e che la attira come le api sono attirate dal miele. Mrs Raphael è una donna passionale, amante di emozioni intense che suo marito non sembra darle. Eppure non vorrei lasciar passare il messaggio per cui "Follia" è solo il racconto di un tradimento, atto che agli occhi della donna non è mai stato importante.

Oh si diceva ma che assurdità, e che banalità, oltretutto, l'idea di scambiare due parole con un paziente nell'orto potesse avere importanza. E allora, se era tutto così banale, che motivo aveva di ragionarci su? 

Follia è il racconto quotidiano di una vita che lentamente e senza accorgersene va alla deriva, ha scelto una direzione diversa da quella che è stata tracciata per lei e come tale viene giudicata e additata. La quotidianità della vita di Stella viene narrata da un punto di vista esterno, tutto ciò che sappiamo non è diretto, non è un racconto in tempo reale, ma ciò che Stella ha raccontato al dottor Cleave, il quale narra a noi le su vicende. Il passaggio è quindi duplice, la verità si nasconde tra le parole e i segreti che vengono rivelati mano a mano che la storia va avanti. 
E' un romanzo multistrato, a più livelli e con diverse chiavi di lettura. 
Potremo fermarci all'occhio clinico del dottor Cleave o addentrarci nei meandri della mente di Stella, oppure ancora mantenerci asettici, lettori-dottori senza farci coinvolgere, ma la vedo dura e difficile con questo romanzo. 
Follia ha quell'anima tragica, intensa e avvolgente che mi piace in un storia, qualcosa che mi trascini e mi derubi del mio tempo, di cui sia schiava, e pagina dopo pagina cada vittima del suo "incantesimo". 
Se siete amanti come me di quelle storie dove anima, corpo e mente si intrecciano l'uno con l'altro, allora dovrete dare una possibilità a questo libro e se devo essere sincera, non aver letto prima questo libro potrei descriverlo come una vera follia. 

venerdì 22 dicembre 2017

Ten Books Wishlist - Ten Books Giftlist

Risultati immagini per books giftCiao ragazzi e ragazze, Natale si avvicina e il tempo di scrivere la lettera a Babbo Libraio pure u.u, cosa vorreste voi per Natale? A noi piacerebbe ricevere tante cose, non per forza libri anche se una sfoltita alla Wishlist la daremo volentieri, ma siamo sotto Natale e i libri è anche bello regalarli oltre che riceverli (si lo so è difficile...no, aspetta, molla quel libro) e allora aggiungiamoci una Giftlist, cioè una lista di libri che regaleremo. 
I suggerimenti sono ad opera di Gio, Marta e Chicca. Se volete commentare con la vostra Ten Books Wishlist e anche con la Ten Book Giftlist, o se volete postarla nel vostro blog, o farci un video...o bhé quello che volete, no comunque verremo a spulciarle perché siamo curiose! 




Buona vita a tutti di Joanne K. Rowling

Nel 2008 J.K. Rowling ha tenuto un discorso davanti ai laureandi di Harvard. In «Buona vita a tutti» J.K. Rowling pone domande profonde e provocatorie: come si può accettare il fallimento? E come possiamo usare la nostra immaginazione per migliorare noi stessi e gli altri? Raccontando l'esperienza vissuta negli anni dopo la laurea, la celebre autrice affronta alcune tra le più importanti questioni esistenziali...




Le Mille e una notte di A.A. V.V. 

Quando il re persiano Shahriyar scopre che sua moglie lo tradisce, la uccide. Poi sposa un’altra donna, e la uccide quella stessa notte. E così la notte dopo, e quella dopo ancora. Finché la giovane Shahrazad oppone alla spietatezza del sovrano l’unica arma che ha: l’intelligenza. Durante la loro prima notte di nozze inizia a raccontargli una storia, che l’alba interrompe sul più bello. Il re le salva la vita per quella volta, per sapere come va a finire. Ma notte dopo notte Shahrazâd conquista il suo cuore, insieme a quello di tutti noi. I tratti e i colori di Dulac danno corpo ai personaggi e ai mondi cui Shahrazad dà vita: Alì Babà e Sinbad il marinaio, suq e harem, vicoli affollati e deserti sconfinati. 


Memorie di Adriano di Margherite Yourcenar

Giudicando la propria vita di uomo e l'opera politica, Adriano non ignora che Roma finirà un giorno per tramontare; e tuttavia il suo senso dell'umano, eredità che gli proviene dai Greci, lo sprona a pensare e servire sino alla fine. "Mi sentivo responsabile della bellezza del mondo" afferma, personaggio che porta su di sé i problemi degli uomini di ogni tempo, alla ricerca di un accordo tra la felicità e il metodo, fra l'intelligenza e la volontà. I "Taccuini di appunti" dell'autrice (annotazioni di studio, lampi di autobiografia, ricordi, vicissitudini della scrittura) perfezionano la conoscenza di un'opera che fu pensata, composta, smarrita, corretta per quasi un trentennio.



Storie della Buonanotte bambine ribelli 
di Francesca Cavallo e Elena Favilli

Alle bambine ribelli di tutto il mondo: sognate più in grande, puntate più in alto, lottate con più energia. E, nel dubbio, ricordate: avete ragione voi. C'era una volta una bambina che amava le macchine e amava volare; c'era una volta una bambina che scoprì la metamorfosi delle farfalle... Da Serena Williams a Malala Yousafzai, da Rita Levi Montalcini a Frida Kalo, da Margherita Hack a Michelle Obama, sono 100 le donne raccontate in queste pagine e illustrate da 60 illustratrici provenienti da tutto il mondo. 100 esempi di forza e coraggio al femminile, per tutte le donne, grandi e piccole, che puntano sempre in alto. 100 donne straordinarie che hanno cambiato il mondo, 100 favole per sognare in grande! Età di lettura: da 8 anni.


Alice nel paese delle meraviglie di Lewis Carroll

Alice nel Paese delle Meraviglie" è un romanzo geniale: una storia fantastica e sottilmente satirica, in cui il magistrale intrecciarsi di invenzioni linguistiche, ribaltamenti di senso, trucchi logici e situazioni assurde stimola a guardare la realtà da punti di vista inusuali. Nel Paese delle Meraviglie, insieme ad Alice e attraverso i suoi occhi, incontriamo il Coniglio Bianco, il Bruco, la Lepre Marzolina, il Cappellaio Matto, il sonnolento Ghiro, il Gatto del Cheshire, la Regina di Cuori e miriade di altre creature.







Lettere da Babbo Natale di J R.R. Tolkien

Ogni dicembre ai figli di J.R.R Tolkien arrivava una busta affrancata dal Polo Nord. All'interno, una lettera dalla calligrafia filiforme e uno splendido disegno colorato. Erano le lettere scritte da Babbo Natale, che narravano straordinari racconti della vita al Polo Nord: le renne che si sono liberate sparpagliando i regali dappertutto; l'Orso Bianco combinaguai che si è arrampicato sul palo del Polo Nord ed è caduto dal tetto direttamente nella sala da pranzo di Babbo Natale; la Luna rottasi in quattro pezzi e l'Uomo che ci abitava caduto nel retro del giardino; le guerre con le moleste orde di goblin che vivono nei sotterranei della casa! Dalla prima lettera scritta al figlio maggiore di Tolkien nel 1920 all'ultima, toccante, del 1943, per la figlia, questo libro raccoglie tutte quelle lettere e tutti quei disegni bellissimi in un'unica incantevole edizione.




Amata. Lettere di e a Elsa Morante

Dal segreto, passionale amore inglese degli anni giovanili alle diverse corti di devoti che si sono periodicamente rigenerate attorno alla sua carismatica presenza, Elsa Morante è stata amata o idoleggiata lungo tutto il corso della sua vita . Un fascino, il suo, che si sprigionava fortissimo a dispetto di un carattere esigente e difficile. Eppure una sete inappagata d'amore percorre come un potente leitmotiv la sua biografia, consumandola fino ai suoi esiti estremi. Da un archivio di oltre 5000 documenti e da 300 lettere di Elsa acquisite successivamente presso i destinatari, Daniele Morante ha scelto e composto con un lungo e paziente lavoro circa 600 testimonianze esemplari della corrispondenza della scrittrice con gran parte dei suoi interlocutori più simpatetici e più assidui.




Roma, Napoli e Firenze di Stendhal

È un diario di viaggio scritto da Stendhal, ufficiale di cavalleria prussiano a Berlino, durante il periodo di congedo che ebbe in Italia alla caduta dell'imperatore; soggiornò a Milano per sette anni, poi fu console a Civitavecchia; il suo peregrinare su e giù per l'Italia gli ispirò i resoconti di viaggio.


(Un libro più unico che raro.)



La guardarobiera di Patrick McGrath


Gennaio 1947. La guerra è finita da due anni. Londra è in macerie, non c'è nulla da mangiare ed è l'inverno più freddo da che se ne ha memoria. A peggiorare ancora le cose, uno dei più grandi attori teatrali del momento, Charlie Grice, muore improvvisamente. Sua moglie Joan, costumista, è distrutta dal dolore, ma si fa convincere ad assistere a una replica di beneficienza dell'ultimo spettacolo di suo marito, e a vedere un sostituto interpretare il suo ruolo. Ne è terrorizzata. Ma quando l'attore appare sul palcoscenico, la vedova addolorata trasalisce nel rendersi conto che dietro gli occhi dell'uomo brucia ardente lo spirito di suo marito. Più tardi, nel backstage, incontra l'attore e ha la conferma che Charlie vive in lui. È stordita dalla gioia. Diventa così amica del giovane attore e comincia a donargli gli abiti di Charlie. L'amicizia presto evolve in una relazione amorosa, e Joan continua a vedere nel sostituto il fantasma di suo marito. Una sera, per caso, mentre fruga nel guardaroba di Charlie, scopre un orribile segreto e ne è devastata: la guerra, dopotutto, non è finita. Joan, la costumista, viene catapultata in un nuovo, cupo mondo, fatto di violenza, intrighi e terribili verità.











Solo bagaglio a mano di Gabriel Romagnoli


Non ingombrare, non essere ingombranti: è l'unica prospettiva che si possa contare fra quelle positive, efficaci, forse anche moralmente e politicamente buone. Gabriele Romagnoli ha avuto modo di pensarci in Corea, mentre era virtualmente morto, chiuso in una cassa di legno, per un bizzarro rito-esperimento. Nel silenzio claustrofobico di quella bara, con addosso solo una vestaglia senza tasche (perché, come si dice a Napoli, "l'ultimo vestito è senza tasche"), arrivano le storie, le riflessioni, i pensieri ossessivi che hanno a che fare con la moderazione. Il bagaglio a mano, per esempio. Un bagaglio che chiede l'indispensabile, e dunque, chiedendo di scegliere, mette in moto una critica del possibile. Un bagaglio che impone di selezionare un vestito multiuso, un accessorio funzionale, persino un colore non invadente. 


La terra si muove di Roberto Livi

Questa è una storia di crepe: nella casa costruita su un terreno franoso, nella vita che è tutta in salita. Sua madre si lamenta che a Pesaro l’aria è troppo inclinata; la vicina sbatte il cancello, non cucina, non produce immondizia, abita lì solo per odiarlo. Con la musica son solo dispiaceri e il sonno la notte non viene. A Riccione ci va a bere una birra e finisce che incontra una donna molto bella. Le regala un vestito cortissimo e la porta a Recanati sotto la pioggia; con i capelli bagnati è ancora più bella, tutti si voltano a guardarla. Non vorrebbe amare una donna che piace a tutti, preferirebbe una donna anche brutta, ma che piacesse soltanto a lui, che non mandasse pacchi in un paese lontano, dove quando c’era il comunismo era meglio, che non litigasse in una lingua strana con un altro uomo che ama.




Follia di Patrick McGarth

Una grande storia di amore e morte e della perversione dell'occhio clinico che la osserva. Dall'interno di un tetro manicomio criminale vittoriano uno psichiatra comincia a esporre il caso clinico più perturbante della sua carriera: la passione tra Stella Raphael, moglie di un altro psichiatra, e Edgar Stark, artista detenuto per uxoricidio. Alla fine del libro ci si troverà a decidere se la "follia" che percorre il libro è solo nell'amour fou vissuto dai protagonisti o anche nell'occhio clinico che ce lo racconta.


Non buttiamoci giù di Nick Hornby

Su un altissimo grattacielo londinese, la notte di San Silvestro, mentre imperversano botti e festeggiamenti, un presentatore televisivo in crisi matrimoniale e professionale decide di suicidarsi buttandosi giù dall'ultimo piano. Ma al momento decisivo si accorge di non essere da solo su quel grattacielo: c'è vicino a lui una donna disperata, senza lavoro e senza marito, alle prese con un figlio autistico. Anche lei sta per buttarsi giù. Ma spuntano anche una ragazzina di 15 anni, sedotta e poi lasciata da un ragazzo, e un musicista americano fallito, ora cameriere in una pizzeria, pure lui abbandonato dalla ragazza. Anche loro vogliono suicidarsi. Forse sono un po' troppi...




Senza volo di Federico Pace

In "Senza volo" si battono strade diverse. Si seguono i percorsi e si affrontano i modi di viaggiare per chi ha paura di volare. E per chi vuole smettere di inquinare. Senza usare mai alcun velivolo si recupera, lontani dalla precarietà del cielo, il viaggio di terra e di mare. Ci si libera per sempre dalla noia e dall'alienazione del volo. Per chi è stanco dei viaggi mordi e fuggi. Per chi vuole vedere i paesaggi, le città e i paesi. Per chi vuole ascoltare la natura, scoprire i fiumi, i monti perduti e quei territori di mezzo a cui non si presta alcuna attenzione. Quello che c'è in serbo fuori dalle rotte delle linee low-cost. I luoghi dove si pensava di non potere mai arrivare. I modi per muoversi da un luogo all'altro impiegando il tempo necessario per osservare, conoscere e vivere. Ogni singolo capitolo del libro svela i segreti di un mezzo di trasporto e le tante specie in cui si diversifica. I pregi e gli inevitabili difetti. I viaggi possibili e quelli impossibili. Tra riferimenti cinematografici, rimandi letterari e testimonianze, i percorsi storici e le nuove vie.



Quando siete felici fateci caso di Kurt Vonnegut


Nelle università americane il commencement speech è il discorso tenuto al termine dell’anno accademico ai laureandi da una personalità di spicco del mondo della cultura o della politica. Negli ultimi anni, i discorsi agli studenti di scrittori come David Foster Wallace (Questa è l’acqua, Einaudi) e George Saun ders (L’egoismo è inutile, minimum fax) sono diventati dei veri oggetti di culto, per gli studenti e non solo. Questo volume raccoglie quindici discorsi (di cui 6 inediti) tenuti da Kurt Vonnegut fra il 1978 e il 2004 e si propone come una piccola summa del pensiero di un maestro geniale e irriverente della letteratura del Novecento. Fra aforismi, ricordi, aneddoti, rifl essioni, i discorsi di Vonnegut brillano dello stesso spirito che anima la sua narrativa; mai predicatorio o consolatorio ma capace di sferrare attacchi frontali allo status quo, cantare inni alla libertà e alla creatività dell’essere umano, spiazzare e divertire con il suo humour dissacrante, Vonnegut ci parla ancora, a qualche anno dalla morte, con una voce modernissima e utile a leggere il mondo in maniera critica e potenzialmente rivoluzionaria.





Canto di Natale di Charles Dickens

Ebenezer Scrooge è un vecchio avaro dal cuore indurito, che detesta con tutte le sue forze il Natale. La sera della vigilia, però, esattamente sette anni dopo la morte del suo socio Jacob Marley, riceve la visita inaspettata del suo fantasma che gli preannuncia l'incontro con i tre spiriti del Natale passato, presente e futuro. Inizia, così, una lunga notte piena di colpi di scena e di intense emozioni, che cambierà per sempre la vita del cinico uomo d'affari. Infatti la notte di Natale è magica, e possono accadere miracoli...



'O Princepe piccerillo di Antoine de Saint-Exupery

Il piccolo principe di Antoine de Saint-Exupery

Il Piccolo Principe" è la storia dell'incontro in mezzo al deserto tra un aviatore e un buffo ometto vestito da principe che è arrivato sulla Terra dallo spazio. Ma c'è molto di più di una semplice amicizia in questo libro surreale, filosofico e magico. C'è la saggezza di chi guarda le cose con occhi puri, la voce dei sentimenti che parla la lingua universale, e una sincera e naturale voglia di autenticità. Perché la bellezza, quando non è filtrata dai pregiudizi, riesce ad arrivare fino al cuore dei bambini, ma anche a quello degli adulti che hanno perso la capacità di ascoltare davvero.

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Oscar e la dama in rosa di Eric-Emmanuel Schmitt







Una fiaba tenera e coraggiosa sulla morte, l'amore, la speranza: un piccolo e indomito guerriero che rifiuta le viltà e le ipocrisie degli adulti e si getta alla scoperta dell'ignoto.







La sovrana lettrice di Alan Bennett

A una cena ufficiale, circostanza che generalmente non si presta a un disinvolto scambio di idee, la regina d'Inghilterra chiede al presidente francese se ha mai letto Jean Genet. Ora, se il personaggio pubblico noto per avere emesso, nella sua carriera, il minor numero di parole arrischia una domanda del genere, qualcosa deve essere successo. Qualcosa in effetti è successo, qualcosa di semplice, ma dalle conseguenze incalcolabili: per un puro accidente, la sovrana ha scoperto la lettura di quegli oggetti strani che sono i libri, non può più farne a meno e cerca di trasmettere il virus a chiunque incontri sul suo cammino. Con quali effetti sul suo entourage, sui suoi sudditi, sui servizi di security e soprattutto sui suoi lettori lo scoprirà solo chi arriverà all'ultima pagina, anzi all'ultima riga.


Disclaimers:
I link forniti sotto i titoli sono a titolo puramente informativo, non vogliono rappresentare in nessun modo un invito ad acquistare da una piattaforma piuttosto che un altro.

domenica 3 dicembre 2017

Il Budda Geoff e Io di Edward Canfor-Dumas

Difficile cimentarsi in questa materia quando si ha la consapevolezza che la padrona di casa, la mia prima lettrice, nonché correttrice di bozze non è proprio una tipetta qualsiasi ma una cugina mica poco intelligente e che si muove con una certa dimestichezza fra libri, riviste e scartoffie di ogni genere.


Il Budda, Geoff e io. Una storia moderna
di Edward Canfor-Dumas

Detto ciò, spero che la mia penna vi piaccia e soprattutto i miei contenuti, la mia voglia di condividere con voi quello che leggo/vedo e che riesce a farmi emozionare, riflettere, incavolare.
Alla domanda: “Qual è il libro letto in questo 2017 ormai agli sgoccioli che più ti è rimasto nel cuore?” risponderei senza dubbio Il Budda Geoff e Io di Edward Canfor-Dumas. (Esperia Edizioni, € 12,50).
Non so voi ma io ho sempre avuto una certa propensione per il lato spirituale delle cose, sarà che la materia non mi basta, sarà che sono un sagittario spiaccicato sempre a metà strada fra la terra e il cielo, la concretezza e le idee, l’evasione.. ma questo libro ha avuto il potere di stregarmi, cioè proprio non riuscivo a distaccarmene. La trama è la storia di una persona qualsiasi, che fa a cazzotti con la vita, Ed, il protagonista, risucchiato da un momento di estrema difficoltà, uno di quelli che può capitare a tutti, dove sembra non esserci via d’uscita.
E la luce si intravede e trova la forza di creare un varco, grazie ad un incontro apparentemente casuale, questo uomo qualunque riesce a dare una sferzata al suo percorso, a timonare questa barca in deriva nella direzione giusta, che conduce alla felicità.
Per sapere come fa, basta sfogliare la prima pagina e lasciarsi guidare dall’ autore che tratta l’argomento Il Buddismo di Nichiren Daishonin, in un modo semplice e scorrevole, con un vocabolario alla portata di tutti...basta iniziare e...fidarsi...e se Ed e molti altri sono riusciti a rialzarsi, nulla ci impedirà di fare lo stesso. 

mercoledì 12 ottobre 2016

Chi ha vinto il Premio Letterario "Procida, isola di Arturo - Elsa Morante"?


Nella splendida cornice di Santa Margherita Nuova, il 23 e 24 settembre si è tenuto il 29esimo premio letterario dedicato ad Elsa Morante. Appena avevo ricevuto i libri vi avevo presentato i tre titoli in finale: "Il Grande Animale" di Di Fronzo, "Il cinghiale che uccise Liberty Valance" e "Neve Cane Piede" di Morandini, (vi rinvio qui per le schede di presentazione dei tre romanzi).

La loro lettura mi ha accompagnato per tutto il mese di agosto e settembre, fino alla prima serata dove ho potuto incontrare e discorrere con i tre autori dei libri finalisti. Per chissà quale strana congiunzione astrale la giuria tecnica ha selezionato tre romanzi strettamente legati alla figura di un animale: un cinghiale, un cane e un non bene identificato serpente - piuttosto lungo direi e pericoloso.

Ad onor del vero, dico subito che il mio voto finale è andato a "Il Grande animale", nonostante il mio grande dibattito interiore e la lotta all'ultimo "sangue" che ho vissuto, per dare il mio voto.
Quindi partirei dagli altri due per dare un mio giudizio personale, non saranno tre recensioni lunghe come ero solita fare, per una questione di tempo, ma ovviamente sono disponibile per chiacchierarne ulteriormente.
Iniziamo dalla lettura di"Neve, Cane, Piede" di Claudio Morandini, che per la cronaca ha vinto il premio.
La storia verte intorno alla figura montanara di Adelmo Farandolo, uomo che per volere o necessità si è ritirato sulla SUA montagna - perché la montagna è la sua, l'ha comprata insieme al fratello.Ogni estate scende a valle, fa scorta per l'inverno e si ritira lì tra le sue pietre e la sua neve, in attesa che l'inverno arrivi. Una vita solitaria che segna il corpo e la mente, Adelmo non ricorda sempre tutto, a volte dimentica, come dimentica ad esempio di essere già sceso a valle in quell'anno per comprare le provviste, o che le sue mucche non le ha più, eppure lui le sente muggire. E' solo, almeno fino all'arrivo del fido cane, una creatura animale, muta, incapace di parlare, almeno fino a che Adelmo non gli da voce e a quel punto le mura della baita si riempiono di chiacchiere, e di scenette quasi comiche, di discussioni accese tra il cane e quello che alla fine diventa il suo padrone. In un libro duro come le rocce che Adelmo ama così possessivamente, Claudio Morandini racconta il lento declino della mente di un uomo, che oramai sospetta di tutto e di tutti, abituato a vivere da solo, con la sua montagna e ora la compagnia di un solo cane silenzioso a fargli compagnia. E' una lenta scoperta come il disgelo primaverile che porta a scoprire anche tante verità nascoste o meglio dire dimenticate fino a far emergere solo un piede, un indizio.

Vi sono due storie: un cinghiale che straordinariamente apprende la lingua degli uomini e il film di Wayne "L'uomo che uccise Liberty Valance" a far da contorno alle "caotiche" vicende vissute dalla cittadina - immaginaria - di Corsignano, in Toscana, non molto lontano dal confine umbro-laziale. A Corsignano tutti sanno tutto, tutti si conoscono, è un paesino piccolo e ben rodato su ingranaggi oliati da anni. E' un romanzo corale, a mille voci, dove si intrecciano le vicende e gli scandali del presente e del passato, tutto questo sotto gli occhi attenti di un cinghiale Apperbohr che in una rivelazione epifanica joyciana riesce improvvisamente a comprendere cosa gli Alti sulle Zampe e il loro strano modo di parlare e di vivere, e soprattutto di essere. La narrazione è così piena e "rumorosa" da creare un'iniziale scompenso in chi legge, bisogna abituarsi alla scrittura di Meacci, per riuscire ad apprezzare l'intero complesso narrativo ricco di particolari. Per citare lo stesso libro, parlando del film di Wayne, Walter risponde a Fabrizio così:


- E' un capolavoro proprio perché ti ci vogliono almeno venti volte, per notare cose che - in un'opera d'arte meno capolavoro - noteresti subito... ... -

E infine arriviamo al libro di Gabriele Di Fronzo. "Il Grande Animale" è il suo romanzo d'esordio, è il racconto di un tassidermista, non preoccupatevi se non sapeAte cosa sia, neanche io lo sapevo prima di iniziare a leggere questo romanzo. Un tassidermista è un imbalsamatore, in altre parole imbalsama gli animali su commissione. Lui è un tassidermista, è avvenuto così per caso, era un hobby all'inizio e sarebbe rimasto tale se un suo amico non lo avesse consigliato. Il suo primo animale fu un gattino piccolissimo, di pochi mesi, un animale che lo mise alla prova, perché se puoi sbagliare nelle cose grandi, in quelle piccole non ti è concesso, perché si noterebbe troppo l'errore. Il suo lavoro non è solo imbalsamare creature, ma bloccarle in un attimo della loro morte, come se fossero vive, per aiutare a riempire anche se mai nella sua totalità. E' tutto una questione di vuoti e di spazi da riempire, di buchi da tappare, è solo questione di pieni e di vuoti. E in questa ricerca dell'immortalità della composizione, e della sua veridicità, del riempimento del vuoto, che si colloca la figura del padre, sempre più assente...sempre meno presente, e che alla fine lascia un vuoto, e anche quel vuoto va riempito.

Questi erano i tre romanzi finalisti, è stata una lotta quasi all'ultimo voto, con riprese improvvise e ispirate, ma alla fine ha trionfato il romanzo di Claudio Morandini, che ammetto non era il mio preferito, ma il bello della letteratura è la soggettività della lettura e di come ognuno di noi riesca ad apprezzare diversamente un libro.

Venerdì 14 si terrà la premiazione invece del libro "Il Ciclope" di Paolo Rumiz, per la sezione mare, presentazione e premiazione a cui parteciperò sicuramente.

A presto!

domenica 24 luglio 2016

Premio Letterario "Procida, isola di Arturo - Elsa Morante"


Ventinovesimo premio "Procida, Isola di Arturo - Elsa Morante". 
Questo premio ha più o meno la mia età, è praticamente nato alla fine degli anni ottanta per poter celebrare una delle figure artistiche e letterarie più importanti della letteratura italiana. Elsa Morante, scrittrice e traduttrice, considerata dai critici come una delle voci più autorevoli del 1900, è autrice di quel libro che ha segnato inevitabilmente la storia della mia isola.
L'Isola di Arturo, vincitore del Premio Strega nel '57, vive e rappresenta la Procida selvaggia e incontaminata pochi anni prima della II Guerra Mondiale, Quell'isola che non ho mai visto o vissuto, la cui semplicità e piccolezza rappresentano un pregio ma anche un grosso ostacolo. L'isola racchiude e chiude tutto il mondo di Arturo e di ogni isolano, può apparire come un rifugio sicuro o una gabbia da cui voler fuggire.
Elsa Morante e Arturo sono quei capisaldi da cui a Procida è impossibile fuggire, e con questo premio si è sempre voluto rinsaldare questa amicizia speciale, un legame artistico di grande valore.

Questo post a cosa serve, per condividere con voi una bella notizia (?), quest'anno sono entrata a far parte della giuria popolare formata da circa 50 lettori forti che avranno l'onere e l'onore di leggere e poi scegliere tra i tre romanzi che sono arrivati in finale.
E quali sono questi romanzi? Continuate a leggere questo post così da conoscerli.


Neve, cane, piede Il grande animale Il cinghiale che uccise Liberty Valance

Neve, cane, piede di Claudio Morandini


Il romanzo è ambientato in un vallone isolato delle Alpi. Vi si aggira un vecchio scontroso e smemorato, Adelmo Farandola, che la solitudine ha reso allucinato: accanto a lui, un cane petulante e chiacchierone che gli fa da spalla comica, qualche altro animale, un giovane guardiacaccia che si preoccupa per lui, poco altro.

Il grande animale di Gabriele Di Fronzo 
Finalista al Premio Opera Prima 2016

Francesco Colloneve, imbalsamatore per mestiere, ha imparato che non c'è modo di scampare alla perdita e dunque tanto vale esercitarsi in tutti quei gesti che aiutano a sopravvivere agli abbandoni. Quando il padre si ammala, la sua memoria tarlata è l'occasione per ricordare insieme mancanze e colpe di cui Francesco porta ancora i segni. Ma è alla morte del genitore, da cui si è dovuto trasferire, che Colloneve - esperto di abbandoni per indole nonché per professione - dovrà usare tutte le sue strategie per trasformare il dolore del lutto in un incantesimo di eternità. Perché se, come ha scritto Elizabeth Bishop, "l'arte di perdere non è difficile da imparare", più complicata è l'arte di sopravvivere alle cose perse. In questo suo romanzo di esordio, con una lingua esatta e tagliente - che evoca gli strumenti del suo protagonista Di Fronzo ci racconta come far si che ciò che altrimenti subito scomparirebbe, rimanga nostro per sempre.


Il cinghiale che uccise Liberty Valance di Giordano Meacci
Finalista al LXX Premio Strega.

Nell'immaginario paesino di Corsignano -tra Toscana e Umbria - la vita procede come sempre. C'è gente che lavora, donne che tradiscono i propri uomini e uomini che perdono una fortuna a carte. C'è una vecchia che ricorda il giorno in cui fu abbandonata sull'altare, un avvocato canaglia, due bellissime sorelle che eccellono nell'arte della prostituzione e una bambina che rischia la morte. E c'è una piccola comunità di cinghiali che scorrazza nei boschi circostanti. Se non fosse che uno di questi cinghiali acquista misteriosamente facoltà che trascendono la sua natura. Non solo diventa capace di elaborare pensieri degni di un essere umano, ma, esattamente come noi, diventa consapevole anche della morte. Troppo umano per essere del tutto compreso dai suoi simili e troppo bestia per non essere temuto dagli umani: "il Cinghiale che uccise Liberty Valance" si ritrova all'improvviso in una terra di nessuno che da una parte lo getta nella solitudine ma dall'altra gli dà la capacità di accedere ai segreti di Corsignano, leggendo nel cuore dei suoi abitanti.


Bhè vi farò sapere cosa ne penso...

P.S. Che sia la volta buona che riprendo a scrivere ;) Grazie a tutti quelli che continueranno a leggere il blog, dopo questo grosso periodo di assenza.








giovedì 1 maggio 2014

Chi ben comincia #8


Nata sul blog di Alessia Il profumo dei libri, Chi ben comincia è una rubrica a cadenza settimanale. Ad ogni appuntamento (random) presenterò le prime righe di un libro che mi attrae, che sto leggendo o ho già letto, sperando che possa interessare anche voi e spingervi a leggerlo.


Buonasera ragazzi e ragazze,
come state?? Io cerco di giostrarmi tra i miei ultimi esami, sperando che vadano tutti bene, ma purtroppo ciò non mi fa andare molto avanti nella lettura dei miei libri e neanche con le recensioni (se non leggo -.-''), ma intanto ho fatto un po' di acquisti (non dovrei lo so...ma è più forte di me). Degli ultimi acquisti vi parlerò in un Papertowns a breve, ma intanto vi faccio conoscere già conoscere un titolo.
Di questo romanzo mi ha incuriosito il titolo (mi fa morire dalle risate l'idea...ma la storia è tratta da una storia vera del viaggio dell'elefante Salomone quale dono di nozze): "Il viaggio dell'elefante" di José Saramago (si legge Gio(u)sé Saramagu nel caso vi interessasse :D).



Il viaggio dell’elefante di José Saramago


Per quanto incongruente possa sembrare a chi non tenga in considerazione l’importanza delle alcove, siano esse sacramentate, laiche o irregolari, nel buon funzionamento delle amministrazioni pubbliche, il primo passo dello straordinario viaggio di un elefante verso l’Austria che ci proponiamo di narrare fu fatto negli appartamenti reali della corte portoghese, più o meno all'ora di andare a letto. Si registri sin da subito che non è un semplice caso se sono state utilizzate qui queste parole imprecise, più o meno. Ci siamo dispensati così, con notevole eleganza,  di entrare in particolari di ordine fisico e fisiologico un po' sordidi , e quasi sempre ridicoli, che, tirati in ballo sulla carta, offenderebbero il cattolicesimo rigoroso di Dom João, il terzo, re di Portogallo e degli Algarvi, e di donna Caterina d'Austria, sua sposa e futura nonna di quel Sebastião che andrà a combattere ad Alcàcer-quibir e laggiù morirà al primo assalto, o al secondo, quantunque non manchi chi afferma che trapassò per malattia alla vigilia della battaglia.

Per la trama e altre informazioni vi rimando al sito dell'Einaudi qui dove potete trovare tutto ciò che volete sapere.
Io non ho potuto fare a meno di prenderlo, tenendo anche conto che l'ho trovato a Port'Alba a soli 5 euro non ho potuto non prenderlo!

giovedì 3 aprile 2014

Papertowns #6


Papertowns (città di carta) è una rubrica ideata da Reading is Believing. Ad ogni appuntamento vi presenterò i nuovi libri - esclusivamente in formato cartaceo - entrati in mio possesso che siano stati acquistati, scambiati, avuti in regalo o ricevuti in omaggio da case editrici e autori. 

Sera a tutti fanciulli e fanciulle,
con un po' di ritardo vi pubblico un altro post, ma sono stata fuori a casa del mio ragazzo e quindi ho passato qualche momento di relax post esame traumatico. 
Intanto ho approfittato e ho preso qualche libro su cui ero stata consigliata e qualche altro invece che mi ha attirato per il titolo.




La storia infinita di Michael Ende

Casa Editrice: Tea (I Grandi)
Traduzione: Amina Pandolfi
Anno di pubblicazione: 1979
Prezzo: 10,00 €
Pagine: 436
ISBN: 978-88-502-1986-5

TRAMA: Bastiano Balthazar Bux è un ragazzino goffo, grassoccio, soprattutto solo. E ha una grande passione: leggere. In un giorno di pioggia, inseguito dai compagni che si fanno beffe di lui, si rifugia in una vecchia libreria dove trova un volume intitolato "La storia infinita". Il libraio non vuole venderlo, ma l'attrazione per quel libro è tale che Bastiano lo ruba e ci si immerge letteralmente: infatti, scopre che proprio lui non è solo spettatore delle meravigliose avventure che vi sono narrate, ma ne è anche protagonista, chiamato a salvare i destini del mondo incantato di Fantàsia, con le sue mitiche creature e le sue città sospese. Libro dentro al libro, la "Storia infinita" si anima quando Bastiano entra nella vicenda in un gioco ingegnoso sul rapporto fra immaginazione e realtà.





Trilogia di città di K di Agota Kristof




Casa editrice: Einaudi 
Anno di pubblicazione: 2000
Pagine: pp. 383

Prezzo: € 9,00

ISBN 9788806154943
TRAMA: Quando Il grande quaderno apparve in Francia a metà anni Ottanta, fu una sorpresa. La sconosciuta autrice ungherese rivelava un temperamento raro in Occidente: duro, capace di guardare alle tragedie con quieta disperazione. In un Paese occupato dalle armate straniere, due gemelli, Lucas e Klaus, scelgono due destini diversi: Lucas resta in patria, Klaus fugge nel mondo cosiddetto libero. E quando si ritroveranno, dovranno affrontare un Paese di macerie morali. Storia di formazione, la Trilogia della città di K ritrae un' epoca che sembra produrre soltanto la deformazione del mondo e degli uomini, e ci costringe a interrogarci su responsabilità storiche ancora oscure.



Il senso di una fine di Julian Barnes



Casa Editrice: Einaudi (Super ET)
Anno di pubblicazione: 2014
Traduzione: Susanna Basso
Pagine: pp. 160 
Prezzo:€ 10,00
ISBN: 9788806220808
TRAMA: Tony Webster è un uomo senza qualità. Negli studi e nel lavoro, nei sentimenti e, c'è da scommetterci, anche nel sesso. Ma quando la lettera di un avvocato gli annuncia il lascito di cinquecento sterline e del diario di Adrian - il piú brillante dei suoi compagni di scuola, morto suicida -, la sua vita subisce una scossa. Chi gli ha destinato quell'ingombrante eredità? Quale segreto, rabbiosamente custodito, potrebbe rivelare il diario? E soprattutto, perché a distanza di quarant'anni Veronica, che lo aveva lasciato per Adrian, ricompare nella sua vita trincerandosi dietro un muro di silenzio? Nel porsi queste domande, Tony è costretto a tornare con la memoria agli anni della scuola, quando passava le giornate a bere, a discutere di letteratura o a fantasticare sulle donne. E cosí, risalendo di ricordo in ricordo, s'imbatte in risposte che, forse, avrebbe preferito non conoscere. Per imparare a sue spese che «la nostra vita non è la nostra vita, ma solo la storia che ne abbiamo raccontato».


 Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte di Mark Haddon 

Casa Editrice: Einaudi (Super ET)
Traduzione: Paola Novarese
Anno di pubblicazione: 2005
Pagine: pp. 248

Prezzo: € 12,00

ISBN: 9788806176594

TRAMA: Questo è un giallo diverso da tutti gli altri. L'investigatore è Christopher Boone, ha quindici anni e soffre della sindrome di Asperger, una forma di autismo. Christopher ha un rapporto molto problematico con il mondo. Capisce tutto di matematica e pochissimo degli esseri umani. Odia il giallo e il marrone, ama il rosso e detesta essere toccato. Non mangia se cibi diversi entrano in contatto l'uno con l'altro, si arrabbia se i mobili di casa vengono spostati, non riesce a interpretare l'espressione del viso degli altri, non sorride mai.

Christopher non è mai andato più in là del negozio dietro l'angolo, ma quando scopre il cadavere di Wellington, il cane della vicina trafitto da un forcone, capisce di trovarsi davanti a uno di quei misteri che il suo eroe, Sherlock Holmes, era così bravo a risolvere.

E inizia così un viaggio straordinario che gli cambierà la vita.


Vi incuriosiscono? Cosa vorreste leggere? E soprattutto avete comprato qualcosa? 

Un bacione