Visualizzazione post con etichetta Giveaway. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Giveaway. Mostra tutti i post

giovedì 12 dicembre 2013

Vincitore Giveaway "Aspettando Babbo Natale"

Buonasera gente!
Scusate il ritardo nel fare questo post, ma solo oggi ho avuto tempo e modo di sorteggiare grazie a Rafflecopter il nome della FORTUNATA vincitrice del romanzo.
Non voglio farvi aspettare oltre quindi andiamo a vedere subito chi ha vinto la copia de "Il sogno dell'Incubo" di Marta Palazzesi.

a Rafflecopter giveaway

La vincitrice del Giftaway che si porterà a casa una copia del nuovo romanzo di Marta è:
Francy N. (FrancyNeverSayBook)

Complimenti, ti contatterò via email per avere tutti i tuoi dati!!

Grazie ancora a tutti per aver partecipato! Mi ha fatto piacere e chissà che Babbo Giov..Natale non venga a trovarci ancora prima di Natale ;).

sabato 23 novembre 2013

Il Giftaway "Aspettando Babbo Natale" vi regala "Il Sogno dell'Incubo" di Marta Palazzesi

Buon pomeriggio ragazzi!
Visto che io sono praticamente già proiettata verso il Natale (oggi ho riordinato le borse con una compilation di brani di Natale su youtube in sottofondo) e ho da poco ricevuto la seconda copia de "Il sogno dell'incubo" che la Giunti mi aveva inviato data la sparizione della prima copia.
Quando è arrivata la prima copia del romanzo, ho scritto allo Staff Y e loro mi hanno gentilmente offerto la possibilità di metterlo in palio con un giftaway.
E allora eccomi qui, e visto che dicembre è alle porte e con esso il periodo di feste ho pensato di creare questo piccolo evento a tema natalizio, Babbo Natale arriverà tra un mese (e un giorno) ma io arrivo prima e vi regalo questa copia.
Inoltre Marta, gentilissima come sempre, mi invierà una cartolina autografata per chi vincerà che inserirò nel libro e che quindi potrete usare come segnalibro particolare.

Ora cosa dovete fare per partecipare?
E' semplicissimo, dovrete formulare il form che troverete in fondo al post in ogni sua parte, lasciando un commento al blog dove spiegate perchè vorreste ricevere questo libro da Babbo Giovanna...cioè Babbo Natale.
Saranno ben accette qualsiasi forma condivisione del giftaway.
Non è necessario per forza essere follower del blog, ma se vorrete seguirmi a me farà solo piacere :)!

<a href="confessionofasmalltownbookaholic.blogspot.com"><img src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh2qu6lNugz6dhwPE-I-lNNhA9wAd2Gzfuxp92jjQEzkSWZRacPfHQjW2cUTBxF7Hj6BefBZe6LXdg9RbN2nHys1aeQ9-40SQhhrsV8lHbR1A5TC1xn9diJfbfG1S6UKhfHfeuEXutXcYD2/s200/giveaway+aspettando+banner+blog.PNG" width="200" /></a>
 Potete aggiungere questo banner al vostro blog se vorrete.

martedì 1 ottobre 2013

10. Il diritto di tacere. Perché il silenzio è d'oro + Nome vincitore/vincitrice :)

"Lei ha il diritto di rimanere in silenzio. Qualsiasi cosa dirà potrà e sarà usata contro di lei..."


Ehm no, forse il "Miranda Warning" non c'entra un bel niente, ma fa sempre effetto soprattutto nei film polizieschi quindi ho pensato di citarlo anche perché ha una storia veramente interessante alle spalle ma che non è possibile trattare oggi :).



Questo diritto non è che mi sia molto simpatico, visto che sono abituata a parlare 12 ore al giorno almeno, non riesco a non esprimere la mia opinione, sono infatti abbastanza testarda ma sopratutto sono una gran chiacchierona ed è nel mio carattere discutere ed aver scambi di opinione, ma so che non è sempre così per tutti e che qualche volta è molto meglio star zitti. 

Il silenzio aiuta a rielaborare meglio ciò che si è letto, permettendoci di assimilare non solo l'intento dell'autore ma anche quello che noi abbiamo appreso e fatto nostro dalla lettura. 

Il silenzio fa bene alla lettura e al lettore. I migliori romanzi che abbiamo mai letto sono proprio i libri che ci fanno rimanere in silenzio, una volta ad aver letto l'ultima parola. 
Ad ogni libro che leggo spero sempre di giungere alla fine, chiudere l’ultima pagina del libro, e poi starmene lì a pensare e riflettere sul tomo che giace aperto al mio fianco o sul comodino, e soprattutto lasciarci andare al primo commento, vero e sincero senza che nessuno possa giudicare.

E ora  il momento di scoprire chi ha vinto il giveaway, ma prima di tutto vorrei ringraziare tutti voi che avete voluto partecipare attivamente a questa iniziativa e l'hanno sostenuta. So che ci sono stati dei problemi nel corso della Rubrica e che finisco con una settimana di ritardo, ma fortunatamente siamo riusciti a concludere questo percorso dove abbiamo visto insieme questi dieci imprescindibili diritti del lettore:





Complimenti ad T.D. Lemon per aver vinto :D ti contatterò per avere i tuoi dati anagrafici cara :).

lunedì 30 settembre 2013

9.Il diritto di leggere ad alta voce. Perché le parole così hanno un altro gusto ;)


"C'era una volta in una terra lontana..."
Le storie raccontate dalla nonna sembrano diverse, forse perché siamo piccoli quando le ascoltiamo o forse è la nonna a raccontarle, ma io ho sempre pensato che fosse perchè sono raccontate ad alta voce.
Sentire le parole risuonare in una stanza, gustarle sulla punta della lingua, sentirle sulle labbra, modulare la voce per dare espressione a quello che si legge, tutto ha un suono diverso.
Ricordo ancora quando alle scuole elementari la maestra mi chiedeva di leggere ad alta voce una pagina del libro, e amavo dar vita ai vari personaggi cambiando la voci, fermandomi seguendo il ritmo lento o cadenzato della storia, mi piaceva il silenzio che c'era mentre leggevo ad alta voce.

Leggere ad alta voce per altri è forse una vera e propria arte. Il cantastorie o il leggistorie ha un ruolo importante, perchè grazie a lui e alla sua voce che una storia prende vita fuggendo dalla carta stampata, trasformandosi in persone, sentimenti ed emozioni.
Leggere ad alta voce è come incantare chi ascolta trasformando dei simboli in suoni, emozioni e immagini. 

Ecco perché la lettura di gruppo o leggere semplicemente da soli ad alta voce hanno sempre affascinato. Invece spesso leggiamo a bassa voce o semplicemente a mente,  sia perché è più veloce ma anche perché a volte potrebbe essere maleducato leggere a voce alta disturbando gli altri. Eppure Pennac ci dice di leggere ad alta voce.

Quindi ogni tanto è un vizio che possiamo concederci...voi che dite? :)

Domani posterò l'ultimo articolo e anche il nome del vincitore :) ho già pronto il libro, tutto imbustato manca solo il nome ;)

martedì 24 settembre 2013

8. Il Diritto di spizzicare. Perché un assaggino stuzzica l'appetito :)




Prime pagine :)
“Per decidere se comprare un libro, aprilo a pagina 69” (McLuhan)
Spizzicare *O*. Che parola favolosa.
Chi non ama aprire un libro, leggere un piccolo pezzo, gustare lo stile e il linguaggio, testare se il modo di scrivere possa piacere o no, immergersi per quelle poche righe o pagine che si leggono nel mondo creato dall'autore.
A volte è un passatempo molto divertente, in libreria o in biblioteca girando tra gli scaffali alla ricerca di un romanzo che possa piacere, o molto utile quando si è indubbio sul prendere o meno un libro e si è tentati dal leggere qualche pagina per prendere una decisione.
Molto spesso è proprio da quelle poche pagine lette di sfuggita che nasce l'alchimia fondamentale per un libro, oppure abbiamo solo il sentore che quel romanzo possa piacerci.
L'ultima pagina di HP/
In effetti non possiamo sorprenderci se alcune delle rubriche più famose e seguite di blogger siano proprio su teaser e piccole anticipazioni: Teaser Tuesday di "Should be reading" per condividere una pagine random del libro che state leggendo al momento, oppure Chi ben comincia ideata da Alessia de "Il profumo dei libri" per far conoscere l'inizio di un libro che vi è piaciuto tantissimo o vi sta piacendo e per non parlare della dolcissima Words of love di Glinda Izabel su "Atelier dei Libri" dove Glinda condivide i passi più romantici dei romanzi che ha letto, a volte molto dolci altre volte un po' più hot, ma sempre romanticissime.

Insomma, un mondo intero di assaggi e anteprime che stuzzicano il nostro appetito di lettore! 
C'è anche chi ha effettuato uno studio a riguardo, secondo Marshall Mc Luhan, per decidere se comprare o meno un libro, un metodo infallibile è quello di aprirlo e leggerlo a pagina 69. 
Ma perchè proprio pagina 69?  Come si legge in giro la spiegazione ci è stata data in modo esauriente, infatti stando a quanto sostiene McLuhan l’inizio di un libro non è significativo del suo contenuto: le prime pagine, così come le ultime infatti, servono solo ad accalappiare la vostra attenzione. La pagina 69 è sufficientemente vicina all'inizio per non spoilerarsi nulla, ma a questo punto la storia dovrebbe aver preso piede e  dovrebbe aver cominciato a muoversi con le proprie gambe. Certo non è uno studio indicativo perché potremo incappare in un libro stupendo ma con una pagina 69 un po' bruttina o viceversa, ma non potremo mai saperlo noi in ogni caso.
(Se poi vi va di leggere l’opera di Marshall McLuhan che sostiene questa teoria, procuratevi il libro La galassia Gutenberg. Nascita dell’uomo tipografico (l’ultima edizione italiana è del 2006)



Ora qualsiasi sia la pagina che si scelga, la prima, l'ultima, una pagina a caso o la pagina 69 del libro, il motivo non cambia, perchè spizzicare non ci darà l'esatta portata del libro però sicuramente ci farà venire l'acquolina in bocca ;).


E voi usate qualche metodo particolare? Oppure vi lasciate prendere dal caso? :)



Vi lascio con questa scena di "Benvenuti al sud" dove spizzicare è la regola x)!



venerdì 20 settembre 2013

7. Il diritto di leggere ovunque. Perché tutti hanno un posto preferito


Oh bene, questo diritto l'ho sempre amato.

Perché io leggo nei posti più impensabili e talvolta capita che mi chiuda in bagno senza far niente a leggere, almeno lì nessuno mi disturba. 
Ovunque io posso sedermi o appoggiarmi, prendo un libro dalla borsa e mi metto a leggere: in metropolitana, sulle scale all'università, seduta nei banchi durante le pause tra una lezione e l'altra, oppure su una poltroncina della Feltrinelli (a Napoli ci sono solo Feltrinelli XD non è per fare pubblicità ma è la verità e una sola piccola Mondadori vicino la mia università) o anche per terra quando le poltroncine sono piene e tanto nessuno mi dice niente.

Certo non posso negare che ci sono alcuni posti che preferisco molto di più, se dovessi fare una classifica direi che: 

Su un morbido e caldo divano se è inverno, sprofondata in una vivace poltroncina di vimini in terrazza se è estate :)

Seduta su una panchina, al sole, in un parco verdeggiante. Sapete quelle panchine un po' vecchie, con la vernice scrostata che sembrano voler raccontare tante storie.

In libreria dove nessuno verrebbe mai a disturbare un lettore...luogo sacro le librerie :)

In treno o in metropolitana, dove la vita fugge e io la fermo e la blocco aprendo le pagine di un libro e decidendo di sognare ad occhi aperti (Sia ringraziato il Bovarismo :)).

Non importa dove si legge, l'importante è trovare il luogo e il momento adatto per rilassarsi e aprire le pagine di un bel libro, lasciando che questi ci trascini in una nuova vita facendoci dimenticare per un po' la nostra. :)

E voi dove leggete di solito?
Quali sono i vostri cinque posti preferiti? 
Ricordate nessun posto è strano o fuori moda, alla fine si può leggere ovunque si voglia :)


❥ bench in the park- Ana Rosa Tumblr




book love by summer


lunedì 9 settembre 2013

5. Il diritto di leggere qualsiasi cosa. Perché leggere significa essere liberi

Aggiungi didascalia
Altro appuntamento fuori programma ma assolutamente necessario per recuperare i post persi in quel mese di Agosto che mi ha quasi mangiato.

Forse qualcuno avrà da ridire su questo diritto (spero non su questo articolo XD).
E probabilmente non tutti saremo d'accordo o avremo la stessa opinione a riguardo.

Perché ognuno di noi ha un opinione diversa su un libro, queste a volte coincidono, ma altre volte ci fanno trovare totalmente in disaccordo e quindi pensiamo che un libro non vada letto perché totalmente inutile oppure sia un romanzo imperdibile.

Il quinto diritto, devo dire la verità, mi lascia leggermente perplessa, perché da un certo punto di vista, concedendoci la possibilità di scegliere qualsiasi lettura vogliamo, potrei quasi interpretarlo come un: "Ehi guarda che con il tuo blog e i tuoi consigli non mi calcoli propri...vedi di non impicciarti e permetti ai lettori di leggere qualsiasi cosa".

E devo dire che il mio pensiero non mi è molto chiaro, infatti sono del parere che ognuno dovrebbe essere libero di scegliere le proprie letture e commettere così i propri "sbagli letterari" se così possiamo chiamarli, ma d'altro canto come blogger e soprattutto come lit-blogger dovrei sconsigliare ,e scongiurare questi errori e perdite inutili di denaro e indirizzare il lettore verso altre scelte, per le quali, secondo il mio parere, valga la pensa convogliare i propri interessi.
La domanda che mi pongo è: quindi con il mio blog e il mio parere vado contro questo diritto? (secondo voi?? *me spera che la risposta sia no e che tutti mi vogliano bene ^O^ * )

La risposta secondo me credo dipenda da come si veda il proprio "lavoro" di blogger (ho messo lavoro tra virgolette per intendere che è un passatempo un po' faticoso, a volte, ma non pagato ovviamente). 
Se si crede che essendo un o una blogger si abbia il diritto di dispensare consigli insindacabili o di fare una filippica contro qualsiasi testo a nostro parere sia da buttar via allora si siamo un po' anticostituzionali (passatemi il termine...Costituzione non averne a male dopotutto anche tu parli di libertà di opinione u.u).
Se pensiamo che il nostro parere sia l'unico, il migliore, quello a cui nessuno può ribattere, allora sì il quinto diritto del lettore non lo abbiamo proprio preso in considerazione.
Fortunatamente, anzi direi ringraziando il cielo non conosco nessun blogger che sia così e di pareri contrastanti ce ne sono stati e sicuramente ce ne saranno ancora, ma è anche ciò che rende bello questa iniziativa. Ognuno di noi ha un idea, un parere, una propria onesta opinione che decide di condividere con gli altri, buona o cattiva che sia è solo un opinione, perché alla fine leggere significa libertà, significa essere liberi di scegliere cosa si vuole conoscere ed essere. 
Libertà di opinione e libertà di scelta, solo questo. 
(E dici poco c'è gente che si è sacrificata per questi diritti *coscienza impicciona mode on*)  
Poi la scelta sta al lettore, la scelta di decidere se ascoltarla o meno, oppure se comprare il libro per farsene una propria, perché a volte ciò che non piace ad uno può piacere ad un altro.
Poi vabbé ci sono le eccezioni...ma quelle confermano la regola no? :)

Voi cosa pensate di questo diritto? Un po' controverso? Qual è la vostra opinione a riguardo? 

giovedì 5 settembre 2013

4. Il diritto di rileggere. Perché ogni volta è un emozione diversa

Riprendere questa iniziativa dopo questa lunga e forzata pausa è stato più difficile di quanto pensassi anche perché settembre è arrivato e con esso il periodo degli esami ai quali ahimé non posso sfuggire in nessun modo. 
Quello di oggi è ovviamente un post fuori calendario, previsto per qualche settimana fa ma che purtroppo per mancanza di tempo non sono riuscita a pubblicare.
Eravamo arrivati, se non ricordate, al terzo diritto dei lettori, quello di non finire il libro, un diritto che ai lettori più accaniti non piace, ma che talvolta, in rari casi, siamo forse costretti ad applicare.
Il quarto diritto invece è forse uno dei miei preferiti, visto che con costanza lo applico ogni anno su alcuni romanzi ai quali sono particolarmente affezionata e che necessitano di una rilettura annuale.



Dopo il diritto di non finire un libro, quasi in un ossimoro vivente, Pennac ci concede un quarto diritto: il diritto di RIleggere. 
E fatemelo dire questo diritto è una bomba, non trovate anche voi? 
Rileggere mille volte Harry Potter, prima di un film, giusto per rinfrescarmi la memoria.
Rivivere la dichiarazione di Mr Darcy a Elizabeth Bennet, e sperare un giorno di ricevere la stessa proposta.
Riassaporare le mirabolanti avventure di Lucy e del Signor Tumnus. 
Combattere insieme ad Aragorn, Gandalf e Frodo nella mondo di Arda.
Oppure, semplicemente, sfogliare un romanzo e soffermarmi su un passaggio o su un capitolo e rileggerlo,
Non è raro che qualcuno mi chieda "ma non l'hai già letto?" oppure "ma perchè lo rileggi sai già come va a finire", come se un libro una volta letto, vada dimenticato, messo in libreria e basta. 
Io credo invece che sia bello e utili riprendere in mano una lettura dopo un po' di tempo, ci può regalare emozioni nuove, forse perché noi siamo cambiati o la situazione in cui lo leggiamo e diversa, possiamo accorgerci di particolari che ci erano sfuggiti nuovi, sfumature diverse. 

Prima di finire il post, sul quale allungare il brodo mi sembrerebbe quasi inutile, visto che il sottotitolo dell'articolo dice tutto (perché ogni volta è un'emozione diversa), aggiungerei un'altra cosa, questo diritto non è però la soluzione alla mancanza di stimoli verso altre letture, restare ancorati a pochi libri per evitare di leggerne altri andrebbe contro tutto quello che il romanzo di Pennac voleva fare. 
Solo questo. E ovviamente sono solo mie considerazioni :).

Spero di tornare domani con un altro post per recuperare quelli persi e riuscire a finire per fine mese :).


sabato 3 agosto 2013

3. Il diritto di non finire il libro. Perché a volte è meglio rinunciare (per noi e per il libro ma non è detto che sia per sempre)

Ciao a tutti, come state? Ogni volta avvicinarsi al computer è una vera tragedia, il caldo, il mare, gli amici, c'è sempre qualcosa che ci tiene..anzi mi tiene lontana, prima fra tutti anche mia madre XD, che si lamenta del tempo che passo al computer, ma che è essenziale se vuoi tenere un blog, e sono costretta a scrivere a mano le recensioni oppure sull' e-reader. 
In ogni caso non è per parlarvi dei miei problemi che ho deciso di scrivere, ma oggi è sabato, e come da un paio di sabati a questa parte ho cominciato a parlare dei dieci diritti dello scrittore.
Il secondo diritto che abbiamo visto la settimana scorsa, non ha riscosso molto successo a mio parere, forse perché saltare le pagine non è qualcosa che un vero lettore farebbe? Ovviamente è una decisione abbastanza libera, ma ho letto con piacere tutti i vostri commenti e subito dopo questo post andrò a rispondere :).
Intanto vi lascio al terzo diritto, che forse farà storcere il naso a qualcuno o forse no: il diritto di non finire un libro.

Il terzo diritto è decisamente netto, forse più di altri, è drastico ma ovviamente non è proprio senza soluzione.
Il terzo diritto è quello di non finire un libro.
Ebbene si avete capito...anzi letto bene. NON. FINIRE. UN. LIBRO.
Qualcosa che a qualcuno potrebbe sembrare impossibile, forse addirittura un sacrilegio, ma che alla fine secondo Pennac è anche un nostro diritto non portare a termine un libro, .
Dopotutto la lettura è un piacere, è un hobby e come tale deve portarci ad occupare il nostro tempo piacevolmente e con gioia e non intrappolarci in una lettura che credevamo potesse interessarci e invece ci procura solo momenti di interminabile noia, insieme al primo appare quasi fuori dalla norma, un diritto in un libro che invoglia a non concludere la lettura (per non parlare del primo che addirittura ci offre la possibilità "di non leggere") sembra totalmente in antitesi all'idea e all'obiettivo di Pennac che nel suo romanzo, mettendosi nei panni del professore e del romanziere affronta il problema di stimolare i giovani alla lettura e considerare i libri amici e non macigni per fermare le porte.
Eppure Pennac non ci dice niente di totalmente giusto e niente di totalmente sbagliato, ma ci suggerisce semplicemente di affrontare solo letture che in qualche modo possano rientrare nei nostri gusti, perché la lettura è un piacere e non un obbligo e in quest'ottica il terzo diritto è decisamente giustificato.

Nel corso degli anni scorsi ho lasciato che molte letture mi incantassero con le loro promesse mal mantenute o del tutto disattese o con romanzi che erano fuori dalle mie possibilità e del tutto inadeguati alla mia età, ma che fortunatamente con il senno di poi sono riuscita a concludere e con grande gioia da parte mia, o ci sono libri che per i loro stile, contenuti e narrazione mi hanno spinto con mano gentile ma ferma a poggiarli sul comodino e a non riprenderli.
Non posso parlare, nel mio caso, di veri e propri abbandoni perché credo che in futuro riprenderò in mano quei libri lasciati a sé stessi per un paio d'anni e forse scoprirò o è meglio dire riscoprirò vecchi amici che potrò apprezzare a pieno.




In attesa che quel momento giunga, riposano tranquillamente in qualche placido angolino della mia libreria o di quella di mio padre un paio di titoli.
Camera con vista, La capanna dello Zio Tom, Il destino del Leone di Wilbur Smith (e con lui non solo l'intero ciclo dei Courteney, ma tutti i romanzi dello scrittore zambaiano che mio padre invece adora), Dalla terra alla luna - Intorno alla luna di Verne, Lady Susan della Austen e Pushing the limits della McGarry sono alcuni titoli che spero di riprendere appena possibile, non necessariamente in quest'ordine.
Secondo il mio modestissimo parere a volte è meglio abbandonare una lettura, perché non ci interessa e non ci ha preso sufficientemente, senza però toglierci la possibilità di una seconda chance, perché in fondo tutti la meritano e anche alcuni libri che con molta probabilità non avremo apprezzato a pieno se li avessimo letti a forza, con grande nostro disappunto nostro e loro, perché ogni libro può dare qualcosa a chi legge, che sia un emozione o anche semplicemente far suonare un campanello d'allarme e mettere in guardia il lettore "Ehi attenzione questo libro non fa per te".



E voi invece? Quali sono i libri che sono in attesa di una seconda possibilità e quali invece pensate di abbandonare per non riprenderli più o magari più in là, quando i tempi saranno maturi per riaffrontare quella lettura?

N.B. Vi ricordo che associati a questi "Sabati con Pennac" vi è un giveaway che avrà luogo in settembre alla fine dei dieci diritti e permettere di avere una copia di Come un romanzo, per partecipare basta compilare il form del primo post dell'iniziativa, non occorre essere follower del blog per partecipare :). Qui per il primo post ;)

sabato 27 luglio 2013

2. Il diritto di saltare le pagine. Quando saltare una pagina è d'obbligo (?)

Eccoci qui, per continuare questa piccola avventura, come è andata la settimana? Io sono finalmente in vacanza e ho già tantissimi impegni. Ahhhhhhhhhhh *respiro*
Continuando la nostra avventura tra i diritti del lettore, oggi incontriamo il secondo diritto, ovvero "il diritto di saltare le pagine" e come il primo diritto potrete esercitarlo immediatamente se volete ;).


La settimana scorsa abbiamo parlato de "il diritto di non leggere" e di quanto spesso o troppo poco lo applichiamo, ma ora che abbiamo superato lo scoglio del primo diritto, si presenta il secondo. 
Ogni volta che leggo questo diritto mi viene da ridere, pensando a quanto spesso salto un pezzo di un libro che non mi piace, o lo trovo noioso, mal scritto o del tutto inutile e ripetitivo, e non mi riferisco solo ai romanzi, ma anche ad alcuni libri di testo scolastici ;) (talvolta andrebbero saltati interi capitoli ripetitivi).

Oggi non starò certo a rivelare tutte le pagine che ho saltato nei romanzi, perché in più di quindici anni di letture di pagine ne ho saltate, ma le ragioni che ci spingono a saltare un pezzo di una descrizione o una pagina di un romanzo, quelle andrebbero viste più da vicino.
Da parte mia posso dire che esistono diversi motivi, e credo che siano condivisibili da molti, ma mi piacerebbe comunque conoscere i vostri o se vi ritrovate nelle mie ragioni.
Spesso capita che la ragione è di natura tecnica, che risieda nel modo di scrivere, o meglio di descrivere una situazione, nello stile particolarmente poco facile da leggere, talvolta sgrammaticato o tradotto in modo tale da non piacermi, oppure a causa di uno stile troppo ricercato e forse del tutto inadeguato al libro. 

Altre volte le ragioni sono più personali, legate alla sensibilità mia o  vostra se vi ritrovate. A volte davanti a scene particolarmente crude, in cui è fatto scempio della dignità umana, in queste occasioni a volte non riesco ad evitarlo e salto la pagina, le pagine se necessario. 

Avviandoci alla conclusione, il post di oggi è più corto....per evitare che vi annoiate e decidiate di saltare qualche pezzo XD, ma vorrei comunque lasciarvi un interrogativo che mi piacerebbe discuterne con voi nei commenti.

Saltare le pagine è normale,e non è qualcosa di cui vergognarsi o da nascondere, le ragioni che ci spingono a saltarle poi sono ancora più personali, può essere che semplicemente non ci piace quel pezzo senza un motivo preciso, ma secondo voi saltare le pagine rischia di farci perdere il senso del libro? Secondo voi quale numero di pagine una persona può decidere di saltare senza non capirci niente della storia, o saltare qualche pagina potrebbe significare non aver letto allora del tutto il libro?

Aspetto i vostri commenti, così da parlarne assieme. 
Buon WE!!

sabato 20 luglio 2013

1. Il Diritto di Non Leggere - Tutti i libri che non ho mai voluto o potuto leggere

Eccoci qui, ad iniziare questa piccola avventura, spero che alcuni di voi vorranno seguirmi, perché è anche un esperimento per me, postare una serie di articoli sempre di carattere letterario ma che non riguardano un libro in particolare ma il mondo generale della lettura.
Il primo protagonista è "il diritto di non leggere" che potrete esercitare immediatamente se volete, fin da queste prime righe, oppure se vorrete andare avanti nella lettura ricordate gli altri vostri diritti: il diritto di saltare le pagine e il diritto di spizzicare ;) io non ne avrò a male sicuramente...in fondo non fate altro che applicare dei vostri diritti :D.



La prima domanda (o forse no?) da porsi è perché "Il diritto di non leggere" è il primo dei dieci diritti. 
Perché Daniel Pennac ha deciso di usare il "NON"? Perché evidenziare il diritto di non leggere, poteva sottolineare il diritto di leggere, un diritto ampiamente e dolorosamente guadagnato dalla società civile dato che in passato, purtroppo, anche la letteratura era uno strumento pericoloso e molto spesso censurato, l'istruzione era per pochi per non creare delle coscienze civiche e alcuni dei più grandi romanzi sono stati pubblicati a puntate sui giornali perché ritenuti novelle e romanzetti frivoli, censurati al primo accenno di anti-nazionalismo e d’istigazione sovversiva. 
Invece Pennac sottolinea il libero arbitrio sulle nostre scelte letterarie, e pensandoci è certamente più giusto. In passato, non c'era il diritto di non leggere, ciò che era pubblicato dalla stampa di stato andava letto se non anche imparato a memoria, la scelta era ristretta e sempre la stessa e allora "Il diritto di non leggere" è certamente il più adatto a questo ruolo. Esso è di preludio agli altri, Pennac ci permette addirittura di decidere o no di non leggere i suoi dieci diritti o i suoi libri, e voi potrete decidere di non leggere questo mio strambo post, o di non leggerlo tutto, di non leggere un articolo di giornale o una recensione che urta il vostro animo. 
E', in effetti, il primo dei dieci diritti che ci da una scelta, o meglio ci dice di avere una scelta e credo che sia forse uno dei più applicati tra i lettori.

Se devo pensare a quanti libri ho deciso di non leggere, o a volte non ho potuto leggere credo che diventerebbe un articolo forse troppo lungo.
Accanto alla scelta di non leggere si cela sempre un motivo, che sia una recensione negativa, o la quarta di copertina che non ci ispira l'acquisto, a volte è anche la semplice mancanza di alchimia, non c'è attrazione verso quel romanzo, non desideriamo leggerlo.
Con voi, in questo post vorrei tirare un po' le somme, tirare fuori dall'armadio gli scheletri (i libri mai letti) perché non so quante volte mi sono sentita dire "ma perché non l'hai letto, dicono che sia bellissimo", o peggio "Non capisci niente, lo devi leggere per forza". 
Ma fortunatamente il "per forza" non esiste nella letteratura, vi è una libertà di scelta intrinseca nell'arte letteraria stessa che la rende forse uno dei passatempi più gettonati.

Cosa ci spinge ad acquistare un libro? 
Molti di noi risponderebbero una recensione positiva, un commento di un'amica o di un familiare, una copertina da urlo, la quarta di copertina più interessante (e meno rivelatrice del solito), il consiglio del libraio o semplicemente perché è il "Must have" della letteratura del momento.
Qualunque sia la nostra risposta, quando non è soddisfatto il parametro di scelta, in quel momento decidiamo di non leggere quel libro.

Come molti di voi ho anch’io un po' di libri che non ho mai letto al contrario di molte altre persone, per scelta personale e per motivi a volte semplici altre volte più complessi, andando dalla semplice antipatia, alla mancata reazione alchemica che credo si debba generare con un libro fino ad arrivare a ragione dettate dal mio animo decisamente sensibile e incline ai finali un po' da happy ending. 

Ecco alcuni dei miei NON LETTI, alcuni dei quali sono anche nella mia libreria:


  

Primo NON LETTO di questo articolo è la trilogia di "Cinquanta sfumature" di E. L. James, fenomeno letterario della scorsa estate che riscuote ancora oggi tantissimo successo (non starò oggi qui a chiedermi come mai abbia riscosso tanto successo, non è questo l'argomento di questo articolo) e che è forse per molti la "mancanza" più incredibile nella mia cultura contemporanea (credo che sia difficile trovare qualcuno che non abbia letto almeno il primo romanzo della trilogia).
Ebbene io non ho letto neanche il primo libro e non me ne dispiaccio o vergogno, è stata una scelta presa in tutta serenità. Ho anche sinceramente "spiluccato" un po', leggendo qualche pagina in libreria ma non trovando nessun motivo per comprarlo, l'alchimia che speravo potesse instaurarsi - uso il verbo speravo perché quando vedi che tutti lo leggono e ne parlano positivamente ti viene da chiedersi perché non hai nessuno sprone a comprarlo? - non ha trovato appiglio e quindi le "Cinquanta sfumature" giacciono lì, forse aspettando che un giorno io decida di comprarle (che poi io le 50 sfumature di NERO le devo ancora trovare u.u).
Per ragioni non molto dissimili ho deciso da qualche tempo di non leggere nient'altro di Moccia, dopo "Tre metri sopra il cielo", sia perché li trovavo inadeguati alla mia età e anche perché non mi avevano mai ispirato simpatia.

Mentre al contrario diversi sono i motivi che mi hanno spinto a rifiutare letture più impegnative e indubbiamente meritevoli, ma che per una sensibilità d'animo un po' particolare non hanno mai trovato un sì.
Credo che questi libri siano le mie più grandi mancanza, e che nonostante io provi a comprarli o a leggerne qualche pagina finisce sempre con un "nulla di fatto". "Cime tempestose", "Anna Karenina" e "Lolita" sono tre classici talmente intramontabili che talvolta mi piange il cuore a non averli letti, ma poi mi basta leggere la trama per tornare ad affermare il mio diritto di lettore.
Discorso non molto diverso per "Camera con vista", la cui lettura giace incompiuta in un angolo della mia libreria aspettando che un giorno decida di tornare a stringere quelle pagine.
Per questi libri, non è tanto una mancata reazione alchemica che sono certa si scatenerebbe se io concedessi loro una possibilità, ma piuttosto un fermo rifiuto nel farmi coinvolgere troppo e poi ritrovarmi a piangere per la morte di uno o dell'altro personaggio (mi affeziono troppo velocemente).

Vorrei poter andare avanti ma credo che questo post raggiungerebbe dimensioni troppo ragguardevoli e voi vi guardereste sicuramente dal continuare, inoltre credo di aver analizzato sufficientemente questo primo punto, rendendomi conto soprattutto di come esso sia praticamente una caratteristica intrinseca di ogni lettore, che può esercitarlo o non può esercitarlo decidendo così di leggere e di esercitare tutti gli altri suoi diritti di lettore.
Daniel Pennac, quando ha scritto "Come un romanzo" aveva chiaro il suo intento, come nel libro quindi cerca di ispirare i giovani a questo nobile passatempo, così con la sua Carta dei diritti del lettore ha dato a tutti la possibilità di scelta, sperando senza ombra di dubbi di ispirare nei "Non lettori" un briciolo di curiosità...che ci sia riuscito è tutto da vedere, che io sia riuscita ad interessarvi è ancora un altro discorso :).

Mi piacerebbe sapere da voi se c'è qualche libro particolare a cui avete applicato questo primo diritto e se vorrete condividerlo ne sarò felicissima :), soprattutto condividete se volete le vostre opinioni su questo primo diritto, sul mio post e su quanto detto. Senza remore :) alla fine si tratta di semplici opinioni.

Questa iniziativa tornerà sabato prossimo, con il secondo diritto imperscrutabile del lettore: il diritto di saltare le pagine. E lì ci sarà da divertirsi perché sicuramente qualcuno avrà saltato qualche pezzo di questo soliloquio XD.



"Dieci post per dieci diritti" + Sorpresa

Ciao a tutti,
come state? Oggi sono qui con un post che non è né una recensione, né un'anteprima, ma il post introduttivo di un ciclo di dieci post sul blog che parleranno di un argomento sempre relativo al mondo della lettura. Ovviamente!
Tutti voi avete sentito parlare de "I dieci diritti del lettore" di Daniel Pennac, poiché sono sempre stata affascinata da questo romanzo e dai 10 diritti, ho deciso di trattare ognuno di questi diritti singolarmente, anche per vedere se li ho mai applicati (sicuro) e in che modo.
A volte senza neanche rendercene conto affermiamo uno di questi diritti, infatti non so neppure neanch'io quante volte diciamo o sentiamo dire: "Io leggo quello che voglio" "Quando leggo è come se fossi su un altro pianeta" oppure "Oddio no, quel pezzo l'ho proprio saltato era di una noia infinita".
Ecco in quel momento esercitiamo il nostro diritto di lettore, o meglio uno dei nostri diritti di lettore.
Alcuni post saranno più personali, in altri sarà più il tema in sé, e scoprire insieme cosa significavano realmente questi diritti.


1. Il Diritto di Non Leggere 
20 luglio 
2. Il Diritto di Saltare Le Pagine 
27 luglio
3. Il Diritto di Non Finire Il Libro 
3 agosto
4. Il Diritto di Rileggere 
10 agosto - rimandato 
5. Il Diritto di Leggere Qualsiasi Cosa
17 agosto - rimandato
6. Il Diritto del Bovarismo  
26 agosto - Rimandato
7. Il Diritto di Leggere Ovunque 
31 agosto - ritardato
8. Il Diritto di Spizzicare 
7 settembre - ritardato
9. Il Diritto di Leggere a Voce Alta 
14 settembre - ritardato
10. Il Diritto di Tacere 
21 settembre

Per saperne di più sul libro "Come un romanzo"


Titolo:"Come un romanzo"
Autore: Daniel Pennac
Casa Editrice: La Feltrinelli (Universale economica)
Pubblicato il: 12 Maggio 2000
Prezzo: 6,50€
Dati: 144 p.
TRAMA
E' proprio attraverso l'analisi del comportamento, di come giorno dopo giorno interagiamo con l'oggetto libro e i suoi contenuti, che Pennac riesce a dimostrare alcune storture dell'educazione non solo scolastica, ma anche familiare. Laddove, normalmente, la lettura viene presentata come dovere, Pennac la pone invece come diritto e di tali diritti arriva a offrire il decalogo. Piena libertà dunque nell'approccio individuale alla lettura perché "le nostre ragioni di leggere sono strane quanto le nostre ragioni di vivere".


Ed ora la sorpresa!!!

Ho deciso che regalerò una copia di questo romanzo ad un fortunato o fortunata a caso alla fine di questa piccola avventura.

Possono partecipare tutti, non è necessario essere seguaci del blog per partecipare alla discussione e al giveaway, se però vorrete aggiungervi a questa comunità a me non farà altro che piacere =).

Vi chiedo solo di lasciare un commento ad almeno uno dei dieci post e la vostra mail così che possa contattare il vincitore o la vincitrice.

Grazie :)

a Rafflecopter giveaway

mercoledì 3 luglio 2013

Premiazione Giveaway. Grazie a tutti :)



Buona sera gente.
Scusate il ritardo ma hanno deciso di fare ora il cambio di gestore e inoltre ho fatto un'esame. Sono proprio fresca fresca.
La vostra partecipazione e i vostri messaggi mi hanno fatto veramente molto felice. Grazie veramente di tutto, sia chi ha partecipato ma anche chi ha voluto solo lasciare un messaggio di auguri per il blog.
Non si sono parole, davvero, per esprimermi. Quando ho iniziato questa grande avventura non credevo davvero di arrivare a cento followers, non ci speravo neanche un po', invece mi avete sorpreso e mi avete regalato tanto. In questi pochi mesi ho conosciuto tantissime persone e sono certa che ne conoscerò altre fino al primo Compliblog che non vedo l'ora di festeggiare.

Intanto però andiamo avanti, con i due vincitori o dovrei dire le due vincitrici. 

a Rafflecopter giveaway

Congratulazioni ragazze. Contatterò la prima di voi due per chiedere quali dei due libri desidera ricevere e poi invierò l'altro libro all'altra vincitrice.