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sabato 3 febbraio 2018

Raven Boys di Meggie Stiefvater

Avevo promesso di tornare presto, e sono propensa a mantenere queste promesse. Certo le vacanze di Natale mi hanno divorato - o io ho divorato loro, siamo ancora decidendo chi è il divoratore - e non ho potuto far prima, inoltre un'anima natalizia come me non poteva rischiare di perdersi le feste e quindi chiedo venia ma ho un po' lasciato andare i miei doveri, ma da brava studentessa ho continuato a fare i compiti (leggasi leggere) portando a termine Raven Boys in pochissimi giorni, forse complici anche quattro ore seduta sul pullman senza poter far altro...ma passiamo al vero protagonista di questo articolo. 

Risultati immagini per raven boys


Si tratta di un romanzo presente sulla scena letteraria da un po' di tempo, e che finalmente ho avuto modo di leggerlo e non me ne pento. Fin dall'infanzia ho sempre amato i romanzi fantasy e la mitologia, con un forte pallino per tutto ciò che riguardava la cultura celtica, con questo romanzo sono praticamente ritornata bambina. Raven Boys, edito da Rizzoli, è il primo romanzo della nuova serie di Maggie Stiefvater, della stessa serie è stato pubblicato Raven boys. Ladri di sogni, mentre sono inediti in Italia gli ultimi due volumi "Blue Lily, Lily Blue" e "The Raven King",

E' il primo romanzo che leggo di Maggie Stiefvater e sono intenzionata a continuare la serie, tralasciando le minuzie relative alla traduzione ed eventuali refusi, il vero protagonista di questo romanzo è la magia e il mistero che trasuda fin dall'inizio, fin dalle prime parole. Ho scoperto così tante leggende e tradizioni leggendo questo romanzo da esserne rimasta affascinata e con la voglia di saperne di più. Seppur incanalandosi nel filone dei romanzi per ragazzi non bisogna aspettarsi da questo romanzo una classica e già rivista storia d'amore, quanto piuttosto la storia di un'amicizia, di un legame fraterno che unisce quattro ragazzi totalmente differenti gli uni dagli altri, ma indiscutibilmente legati, così come appare chiaro che Blue, la nostra protagonista femminile abbia un legame indissolubile con Gansey, potrei dire quasi che fosse destino che Blue incontrasse i Raven Boys.

Abbiamo Gansey, il leader, potremo dire che è il capo branco, ma piuttosto io lo definirei come mamma Gansey, un ragazzo cresciuto nel lusso, è il sognatore e il promotore del gruppo, è colui che crede totalmente nel progetto e lo fa per fede e non per raggiungere una ricompensa. Poi vi è Adam, educato e attento, lui cerca di migliorare e di crescere, di fuggire dal luogo in cui è cresciuto e di farlo con le sole proprie forze, e non accetta che qualcuno possa aiutarlo. Il suo rapporto con Gansey è contraddittorio, potremo dire che Adam è il Beta del gruppo, ha le carte in regola per essere un leader ma qualcosa lo blocca. 
Immagine correlataRonan è irrequieto, a volte irresponsabile, attira l'attenzione su di sé sulla sua situazione, è forse il personaggio con il quale sono riuscita ad empatizzare maggiormente, forse perché è il più passionale dei quattro, colui che si lascia maggiormente andare. E infine abbiamo Noah, lui è il mistero e l'intrigante figura di un ragazzo solitario, che completa il quadro di quattro ragazzi completamente diversi, dai tratti caratteriali totalmente distinti ma che in qualche modo collimano tra di loro riuscendo a mantenere un equilibrio seppur precario all'interno del gruppo. 
E' l'arrivo di Blue a stravolgere leggermente le carte sul tavolo e non è solo un modo di dire. Blue è la nostra eroina, se i quattro giovani meglio noti come Raven Boys, sono i nostri protagonisti equamente divisi nei loro ruoli, Blue rappresenta il catalizzatore che innesca una catena di eventi che porta i nostri protagonisti ad avvicinarsi sempre di più al mistero che circonda Henrietta, questa città misteriosa nel cuore della Virginia, che vibra per la magia intrinseca che la anima. E' qui che vive la famiglia di Blue, tutte donne e tutte con particolari e forti poteri psichici che permettono loro di vedere nell'indefinito disegno del futuro. In una famiglia di veggenti, così potenti, Blue emerge per la sua particolarità, non solo psichica ma per il suo futuro ben delineato.

Blue ucciderà il suo vero amore con un bacio, è la previsione fatta dalla sua famiglia e che condiziona la sua intera vita, spingendola ad evitare i ragazzi per non offrirsi occasione di realizzare un futuro tanto orrendo. E forse è ciò che influisce di più sul suo carattere, rendendola una figura calma e responsabile, completamente equilibrata e che sa cosa vuole e cosa deve fare. Ho appena accennato al suo potere, ritenuto quasi un nonnulla in confronto alle grandi doti psichiche della famiglia ma che conferma l'unicità di un personaggio ben costruito e che si rivela il fattore chiave per aiutare Gansey e i suoi amici a risolvere il mistero che avvolge Henrietta e un mistero seppur più piccolo ma rimasto sepolto per molto tempo in attesa che qualcuno riuscisse a far luce su ciò che era accaduto.

La lettura mi ha colpito e rapito, si è rivelata piacevole nella scorrevolezza delle descrizioni, ben calibrate seppur non molto approfondite. I numerosi dialoghi hanno ritmato il romanzo rendendo molto semplice immergersi nella lettura, approfondendo con dovuta attenzione i dovuti aspetti caratteriali ma lasciando necessariamente qualcosa di non detto per spingere ovviamente il lettore a leggere i seguiti. L'intero storia è ovviamente scritta per poter essere apprezzata solo a lettura conclusa, dove si avranno tutti le informazioni e le chiavi necessarie di interpretazione e soprattutto dove si comprenderà realmente l'obiettivo del romanzo. Un mistero in quattro fasi e sono solo alla prima, non vedo l'ora di poter raggiungere le altre tappe.


Jo

mercoledì 27 dicembre 2017

"Follia" di Patrick McGrath portami via

Ho quasi paura a riprendere in mano una recensione, devo sperare che sia come andare in bicicletta e che una volta imparato non si dimentica più. 
Qui vi lascio il link di IBS di "Follia", il romanzo di Patrick McGarth di cui vi lascio anche la recensione. Sto cercando un termine diverso invece di recensione, perché a volte non mi sento "in grado" o nel giusto nel dichiararmi recensore. E' più una mia opinione, una riflessione su quanto letto e su cosa mi ha lasciato e su come io abbia trovato la lettura. 


Vi vorrei parlare di un viaggio, uno po' speciale e particolare, perché riguarda la psiche umana. E' un viaggio delicato, da intraprendere con cautela e che può lasciare turbati e a volte anche confusi. 

Il dottor Cleave ci racconta la storia. È attraverso il suo occhio clinico che scopriamo prima Stella Raphael, oggetto dello studio attento del dottore e protagonista reale e apparente di questo viaggio, e immediatamente della sua conoscenza con Edgar, anima artistica e sovversiva che la coinvolge in un turbine crescente di emozioni, offrendole ciò che la sua vita con Max non sembra offrirle. La mente di Stella è acuta, frenetica e brillante, costantemente alla ricerca di nuovi stimoli, che la solitaria vita in un ospedale psichiatrico non sembra offrirle.
O semplicemente non dovremmo neanche provare a giustificare il comportamento  di Stella, accettare il suo progressivo avvicinarsi ad Edgar, il lasciarsi trascinare da lui e dal suo estro, dalla dirompente carica sensuale che sembra emanare e che la attira come le api sono attirate dal miele. Mrs Raphael è una donna passionale, amante di emozioni intense che suo marito non sembra darle. Eppure non vorrei lasciar passare il messaggio per cui "Follia" è solo il racconto di un tradimento, atto che agli occhi della donna non è mai stato importante.

Oh si diceva ma che assurdità, e che banalità, oltretutto, l'idea di scambiare due parole con un paziente nell'orto potesse avere importanza. E allora, se era tutto così banale, che motivo aveva di ragionarci su? 

Follia è il racconto quotidiano di una vita che lentamente e senza accorgersene va alla deriva, ha scelto una direzione diversa da quella che è stata tracciata per lei e come tale viene giudicata e additata. La quotidianità della vita di Stella viene narrata da un punto di vista esterno, tutto ciò che sappiamo non è diretto, non è un racconto in tempo reale, ma ciò che Stella ha raccontato al dottor Cleave, il quale narra a noi le su vicende. Il passaggio è quindi duplice, la verità si nasconde tra le parole e i segreti che vengono rivelati mano a mano che la storia va avanti. 
E' un romanzo multistrato, a più livelli e con diverse chiavi di lettura. 
Potremo fermarci all'occhio clinico del dottor Cleave o addentrarci nei meandri della mente di Stella, oppure ancora mantenerci asettici, lettori-dottori senza farci coinvolgere, ma la vedo dura e difficile con questo romanzo. 
Follia ha quell'anima tragica, intensa e avvolgente che mi piace in un storia, qualcosa che mi trascini e mi derubi del mio tempo, di cui sia schiava, e pagina dopo pagina cada vittima del suo "incantesimo". 
Se siete amanti come me di quelle storie dove anima, corpo e mente si intrecciano l'uno con l'altro, allora dovrete dare una possibilità a questo libro e se devo essere sincera, non aver letto prima questo libro potrei descriverlo come una vera follia. 

venerdì 13 marzo 2015

I tre moschettieri di Alexandre Dumas

Sera a tutti,
sono passati tantissimi mesi...oddio ç_ç che vergogna, dovrei andare a nascondermi...ma purtroppo gennaio e febbraio per l'università sono terribili e di fatto non ho comunque avuto molto tempo per leggere, lo studio ha riempito gran parte delle mie giornate. L'unico libro che sono riuscita a leggere è stata la Costituzione per la preparazione di una relazione (non ve la posto perchè non credo vi interessi), dovrei anche aggiornarvi dei libri che ho comprato...al momento sto leggendo "Le dodici tribù di Hattie" di Ayana Mathis...non ho ancora un'idea precisa perchè in alcune parti mi sembra un po' piatto...poco emotivo, mentre in altri momenti mi ha donato grandi sensazioni, vedremo quale aspetto preverrà. 



I tre moschettieri di Alexandre Dumas

Tutti per uno, uno per tutti!

Non credevo minimamente che ce l'avrei fatta a finirlo, non per la sua grandezza o per il libro in sé,che è un libro da leggere..., piuttosto perché la sua lettura mi ha accompagnata per tutto questo autunno (si ci ho messo un bel po') e vi assicuro che tutto questo tempo non era dovuto alla narrazione in sé o allo stile di Dumas, ma al fatto che non volevo mai che giungesse il momento di salutarsi,
Momento che purtroppo è giunto, senza che potessi in nessun modo oppormi al fato, perché gli ultimi capitoli mi hanno trascinata facendo arrivare fin troppo velocemente la fine del romanzo.
Mentre provo a scrivere questo post (non potrei mai scrivere una recensione su un tale romanzo), mi mancano le parole, della trama non saprei che dirvi, visto che è uno dei romanzi classici più conosciuti, potrei parlarvi di come il romanzo sia completamente diverso dai film, di come i personaggi non vengano minimamente resi sulla pellicole che il cinema ci ha regalato. Voi che leggete dovete sapere sono totalmente innamorata dei miei amati moschettieri, quindi ciò che leggete sono i deliri di una lettrice innamorata e forse non sembreranno così attendibili, ma d'altronde vi sfido a non ammirare Athos, Porthos, Aramis e il giovanissimo D'Artagnan, che è il protagonista indiscusso del romanzo.

Giovanissimo (18 anni è la sua età) guascone dell'animo ribelle (come solo un vero Guascone sa essere), D'Artagnan parte per Parigi con un unico desiderio: quello di diventare un moschettiere del Re.
Coraggioso ma fin troppo superbo, non accetta che si metti in dubbio il suo coraggio e la sua eroicità, così quando a Meung viene deriso e poi aggredito da un uomo sconosciuto, D'Artagnan non perde tempo a sfidarlo a duello, senza però avere la reale possibilità di combattere contro l'uomo.
Giunto a Parigi, scorge di nuovo lo sconosciuto e nel tentativo di raggiungerlo si scontra con i tre moschettieri, uno per volta e li sfida a duello per difendere il suo onore, un duello che però non avrà luogo ma che segnerà l'inizio di un'amicizia forte e salda come una roccia.

Non vi è alcun dubbio che Dumas sia un grandissimo narratore, capace di descrivere perfettamente la situazione tant'è che sembra quasi di viverla. Ogni personaggio è vero, reale e sembra fuoriuscire dalla pagina, vivendo al di fuori del libro e davanti ai nostri occhi le loro mirabolanti avventure. 
I colpi di scena e l'azione riempiono le pagine del romanzo, amori passionali e amicizie sincere sono i co-protagonisti dell'intera storia; sentimenti di amore, amicizia, lealtà, fiducia, totale affidamento e dedizione alla causa e alla corona, questi sono i pilastri de "i tre moschettieri" e una fra tutte è la morale: tutti per uno, uno per tutti.

Chi si aspetta idilli, duelli per onore e per amore, avventure al limite e spavaldi e coraggiosi cavallieri che mettono la loro vita nelle mani delle loro dame...non sarà affatto deluso.
Ricco di qualsiasi emozione, gioia e pianto, I tre moschettieri sono una miscela affascinante ed esplosiva...se decidete di dare a questo libro un occasione non sarete sicuramente delusi.

mercoledì 17 dicembre 2014

Sonno di Murakami Haruki

Buonasera gente,
oggi torno a parlarvi di un romanzo, anzi meglio dire racconto di Haruki Murakami chi di voi mi segue su FB saprà che l'avevo messo in Wishlist e vi è stato per molto poco tempo, dato che ora ve ne parlo.
E' la prima opera che leggo di questo autore, forse non è stata la scelta migliore ma neanche la peggiore, ora sono indiscutibilmente incuriosita da questo autore e leggerò senz'altro qualcos'altro di suo.
Sonno ha meritato 4 piume, non ho voluto arrivare a 5 per non sbilanciarmi, aspetterò qualche opera più corposa per esprimermi meglio ;)

Sonno
Sonno di Muraksmi Haruki
Illustrazioni di Kat Menschik

Comprare un libro solo perché sulla copertina c'è la tua fobia più grande (c'era una medusa sul retro :D) non sembrava promettere niente di buono, se poi il libro in questione è "Sonno" di Haruki Murakami ed è un racconto alquanto inquietante, le premesse continuano a non essere buone, se poi ci aggiungiamo che non ho mai letto niente di Murakami e non sapevo cosa aspettarmi, si delinea un quadro alquanto tragico, ma sta di fatto che questo racconto di appena 72 pagine, tra parole e tavole grafiche mi ha accompagnato durante un paio di notti...fortunatamente non insonni.

Sonno narra la storia di una donna, una casalinga di cui non conosciamo il nome e per questo verrà indicata da ora come la Protagonista, che vede scorrere la sua vita scandita sempre allo stesso modo. 

Sveglia, Fa colazione, Prepara quella per suo figlio e suo marito, Saluta suo marito e il figlio che escono di casa, Va a fare la spesa, Prepara il pranzo, Va a in piscina, Torna a casa, Prepara la cena, Va a letto, Dorme.

La storia si ripete tutti i giorni, allo stesso modo, fino a quando una notte si sveglia e ai piedi del suo letto scorge una figura umana, paralizzata non sa cosa fare, vorrebbe urlare, ma nessun suono fuoriesce dalle sue labbra. Fortunatamente - si fa per dire - la figura non sembra volerla ferire, ma da quel momento la nostra Protagonista non riuscirà più a dormire in nessun modo, la sua mente è attivissima, la stanchezza è scomparsa e la notte le si apre davanti con le sue mille possibilità aiutandola a riscoprire la sua sempre amata passione per la lettura, per i biscotti al cioccolato - o il cioccolato in genere - e il liquore, tutti piccoli piaceri di cui si era privata per occuparsi della casa e della famiglia.
sonno haruki murakami racconto illustrazione letteratura giapponese

E' quindi un momento di riscoperta, di rinascita, quella mancanza irreale e "impossibile" di sonno le dona il tempo perso in durante gli anni; questa assoluta mancanza di sonno è quindi il suo "più fidato alleato", l'amico notturno che la guida a passo sicuro lungo i suoi sentieri scuri aiutandola a riprendersi ciò che le era stato tolto.
La notte, però, è un'amica infida e oscura e da fedele alleata può velocemente trasformarsi nella nemica e nella minaccia più crudele, lasciandoti completamente alla mercé delle ombre che la popolano.

Non ho mai letto racconti o storie brevi, se non quando ero molto piccola, e a volte erano solo fiabe, quindi l'ansia e il senso di incompletezza che ho provato leggendo questo breve racconto mi ha scosso, lasciandomi in un limbo di inquietudine e incompletezza, con mille domande a cui dar risposta, ma senza un'effettiva risposta.
Non ho mai letto nulla di Murakami e forse accostarmi a lui con un racconto non è stata la scelta migliore, ciò che voglio dire e che non mi ha né allontanata e neanche incuriosita, dovrei vederlo all'opera con qualche opera diversa, un romanzo più completo (non  complesso perché Sonno in appena 70 pagine è sufficientemente complesso) e che mi permetta di apprezzare più a lungo il suo stile e la sua penna. Sonno è indiscutibilmente un racconto che si lascia leggere, con descrizioni minimal ma anche tanti interrogativi. Non si arena nella narrazione, che invece al contempo scorre fluida e veloce, forse troppo per un libro come questo al quale una seconda lettura è d'obbligo. Forse Sonno è un po' come l'Anna Karenina dei libri di Murakami, ha bisogno di varie riletture per svelare tutti i suoi misteri...


venerdì 21 novembre 2014

Il profumo di Patrick Suskind

*si nasconde in angolino, mentre posta il suo commento su Il Profumo, perché manca dal troppo tempo sul blog*
Lo so, me ne rendo conto e ogni volta mi sento come come Pena e Panico, vermi verminosi XD.

Buonasera :D.
Come noterete, sto facendo dei cambiamenti nella grafica dei miei post, più semplice, più essenziali, dove il vero fulcro è il commento o l'argomento del post.
Vi lascio a questa


Edizione Tascabile 5 €
Il profumo di Patrick Süskind

TEA
 


Leggere un bestseller da milioni di copie è sempre un rischio, c'è la possibilità (forse remota) che non ti catturi o non ti piaccia come a molti altri, allora ti chiedi se è la la tua capacità di giudizio a mancare e non sei capace di apprezzare un libro del genere o se semplicemente è una storia che non fa per te.

Il profumo di Patrick Süskind è uno di quei romanzi da milioni di copie, oggetto di una pellicola amata e con attori del calibro di Dustin Hoffman e Alan Rickman (PITON!! *_*).

Con una media di 4 stelline su Goodreads, si presenta come un libro promettente, dalla trama misteriosa e stuzzicante, un libro sconvolgente nel bene o nel male e che ha colpito positivamente molti lettori.

La lettura di questo libro devo ammettere che è stata un'esperienza particolare, a volte quasi "mistica", cominciata in maniera travolgente, rapida e impetuosa; forse trascinata dalla curiosità ho letto appassionatamente i primi capitoli, bevendo avidamente dalla vita di Jean-Baptiste Grenouille, una volta passata questa fase tutto è andato rallentando, quasi dilatandosi nel tempo e nello spazio; la nota di testa, intensa e avvolgente, ha lasciato il posto alla nota di cuore e quella di fondo, meno forti ma persistenti e ugualmente morbide,  che hanno accompagnato tutto il resto della lettura. 

Nonostante sia stata una lettura interessante, più andavo avanti e meno riuscivo ad immedesimarmi nel romanzo, rendendomi estranea all'intera narrazione e al suo protagonista, personaggio che in un primo momento ho trovato affascinante, avvolgente come la sua maestria nell'arte degli odori, un carattere originale, ma per nulla umano, nella fattispecie ripugnante per pensieri e azioni.
Scena tratta dal film "Profumo. Storia di un assassino"
Jean-Baptiste non è umano, o meglio è incapace di provare emozioni verso gli uomini, tutto ciò in cui ha interesse sono gli odori, gradevoli o spiacevoli che essi siano, l'olfatto è tutto ciò che conta nella sua visione . Nella sua ricerca di apprendere tutto quanto sia possibile sul mondo della profumeria arriva a scoprire la sua assoluta verità "Colui che domina gli odori domina il cuore degli uomini".  
A questa massima vota la sua vita, e la sua causa è ricreare il profumo perfetto, e non ha importanza cosa verrà sacrificato per raggiungere tale risultato.
Per descrivere o capire Jean-Baptiste non si può parlare neanche di egoismo o avidità, perché esse sono emozioni pur sempre di natura umana e Grenouille non ha quella umanità, che forse è nascosta anche nell'animo più malvagio. 
Con un personaggio del genere è impossibile entrare in sintonia, è quasi impossibile da capire, o da accettare, ma sicuramente è una creatura ben riuscita, un animo feroce, quasi animalesco nei pensieri e in alcuni comportamenti.
 Si diresse verso il punto dell'acqua, leccò l'umidità dalla parete per una, due ore, era una tortura, il tempo non passava mai, quel tempo in cui il mondo reale gli bruciava la pelle. Strappò qualche brandello di muschio dalle pietre, lo inghiottì di furia, si accucciò, cagò mentre mangiava - in fretta, in fretta, tutto doveva accadere in fretta - e, come se fosse stato un piccolo animale dalla carne tenera e in cielo stessero già volando in cerchio i rapaci, tornò di corsa alla sua caverna e s'inoltrò sino alla fine della galleria, dove c'era la sua coperta da cavallo. Qui finalmente era di nuovo al sicuro.

Ma paragonare Jean-Baptiste solo ad un animale sarebbe quasi crudele, ma è l'immagine che ritengo più adatta, un carattere ferino ma anche insicuro a seconda delle situazioni. Un'avidità furiosa accompagnata dal terrore per la socievolezza e la comunità, Grenouille è un personaggio, che percepisce in un modo così amplificato il mondo da esserne forse anche terrorizzato, da preferire alla società una estenuante solitudine, al cui interno si sente al sicuro e protetto, nel suo bozzolo di odori.
"Colui che domina gli odori domina il cuore degli uomini"
Il romanzo è crudele e rude nella sua veridicità, Suskind descrive senza mezzi termini i luoghi e le condizioni in cui versava Parigi, gli odori e il tanfo che vi si respirava, tutto ciò è reso reale da un uso ammirevole delle parole e delle immagini, molto evocative e suggestive, che costruiranno nella nostra mente immagini reali e tangibili, un odore per volta, in un viaggio senza precedenti nell'arte più misteriosa che rimane in questo mondo. 
E' possibile creare il profumo perfetto?





Note olfattive
  • La nota di testa (o nota capitale) si percepisce subito dopo l’applicazione del profumo sulla pelle. Siccome questa nota è molto importante per l’acquisto, la nota di testa è più intensa delle altre e viene impressa per mezzo di sostanze profumate leggere e passeggere. Per questo motivo è necessario testare il profumo sulla pelle per qualche ora per poter percepire anche la nota emozionale.
  • La nota di cuore si può percepire nelle ore che seguono la scomparsa della nota capitale.
  • La nota di fondo è l’ultima parte del processo profumiero e contiene elementi persistenti.

mercoledì 15 ottobre 2014

Le cose che non so di te di Christina Baker Kline

Salve a tutti!!
Questo commento era in cantiere da un po' e finalmente con un po' di ritardo sono riuscita a completarla, avendo buttato giù gran parte dei miei appunti dopo la conclusione del romanzo.
Ora non vorrei annoiarvi troppo con questi monologhi.
Spero che vi piaccia, ovviamente è la mia particolare e soggettiva opinione :). 




 Le cose che non so di te 
di Christina Baker Kline
Giunti (A)

Pagine: 320
Prezzo € 12,00
TRAMA: Molly ha solo diciassette anni ma una spiccata predilezione per i guai. In affido presso due genitori disarmati, dopo aver rubato Jane Eyre dalla biblioteca della scuola, per punizione è costretta a recarsi ogni pomeriggio a casa dell’anziana signora Vivian per aiutarla nelle pulizie. L’ incontro tra le due non è certo dei più promettenti: Molly ha sempre il broncio, si esprime a monosillabi, è piena di piercing e ha due ciocche ossigenate ai lati del viso. Vivian però è una donna speciale a cui la vita ha tolto e regalato tanto: non si fa certo intimidire dall’aspetto di Molly. Giorno dopo giorno, le due scoprono di avere qualcosa di molto profondo che le unisce: anche Vivian infatti è rimasta sola da piccola e, come tanti altri bambini della sua epoca, venne messa sul “Treno degli orfani” per trovare una famiglia che si facesse carico di lei. E quando Molly capisce di poterla aiutare a dipanare il mistero che da tanti anni la perseguita, la scintilla dell’affetto più grande e sincero libererà entrambe. La storia di un’amicizia che incanta e commuove. Christina Baker Kline racconta il miracolo di un cuore grande e generoso.


Quando lessi il titolo di questo libro "Le cose che non so di te", avevo pensato ad una normale e forse banale storia d'amore, sembrava qualcosa di già visto e stravisto, mi ricordava "Le parole che non ti ho detto", invece mai titolo mi ha portato più fuoristrada!
Le protagoniste sono due donne, diverse ma in fondo con storie molto simili. Molly è una teenager abbastanza problematica, vive in affidamento passando da una famiglia all'altra. E' solitaria e con pochi amici, ama leggere ma non può permettersi di acquistare i libri, e proprio a causa di ciò che si mette nei guai.
Per evitare il riformatorio, è costretta a fare delle ore di lavoro sociale, aiutando un'anziana ma ricca donna a riordinare la soffitta...
Vivian è una donna dal passato affascinante ma profondamente doloroso per alcuni tratti. Rimasta orfana da bambina, convinta di non aver più nessuno al mondo, parte con gli altri orfani sul "Treno degli orfani" alla ricerca di un sogno o di una speranza, di essere amata da qualcuno. Speranza ben presto vanificata, dalla dura realtà.
All blue and white and relaxing - love the gingham
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Ora vive da sola in una grande casa e ciò di cui ha bisogno non è riordinare vecchi scatoloni; Vivian vuole solo raccontare la sua storia a qualcuno, riordinare vecchi ricordi e risolvere le sue faccende in sospeso.

Ad una storia così avrei dato molte più possibilità di esprimersi, una maggiore riflessività e caratterizzazione. Sono pochi i personaggi approfonditi e ben descritti, gli altri appena accennati fanno da sfondo ad una storia di fondo molto bella.  Al contrario, l'autrice ha dedicato ampio spazio alla descrizione del "Treno degli orfani", la speranza di una vita diversa, una chimera per i suoi passeggeri, infatti questi treni rappresentavano una realtà completamente diversa, il mercato di una manodopera gratuita e giovane che potesse essere sfruttata gratuitamente, bambini trattati ingiustamente come oggetti e non come persone da amare e apprezzare.
Se ho apprezzato questa trattazione, ugualmente mi ha lasciato spiazzata la narrazione al tempo presente. Confesso di non essere un'amante di questo tipo di narrazione, è vero che da un lato potrebbe garantire una immediatezza e una profondità di immedesimazione notevole, ma d'altra parte a me spiazza particolarmente, confondendomi non poco. Invece i salti temporali per raccontare la storia di Vivian non mi hanno infastidito per nulla e hanno fornito un po' di movimento al racconto.

"Le cose che non so di te" è la storia della rinascita di due persone accomunate da una storia simile, entrambe orfane Vivian e Molly si capiscono molto meglio di altre persone, si confidano e si aiutano a vicenda nel disperato tentativo di lavare via dalla loro pelle il dolore di un'infanzia da abbandonate.
Non si tratta di un  libro veloce, ma di una storia raccontata lentamente come quelle narrate da una nonna davanti al focolare, si lasciano scoprire lentamente, rivelando un po' alla volta il loro finale, che risulterà un po' dolce amaro e potrà sembrare scontato o banale, ma è perfetto per concludere questo romanzo, per chiudere il cerchio e regalare un sorriso e un momento felice alle due protagoniste. E poi diciamolo a volte un finale scontato non guasta, non c'è sorpresa e neanche delusione, solo soddisfazione, perché le cose sono andate come si voleva e si sperava.
E' un libro carino, che sa tenere compagnia e raccontare una storia.




venerdì 27 giugno 2014

Recensione: "Jezabel" di Irène Némirovsky

Salve a tutti lettori,
purtroppo tutti i miei propositi per questo mese, ma ci sono state lunghe pause dalla lettura causa studio. Ora l'esame è andato e posso tornare a dedicarmi un po' alle mie attività preferite, riprendendo in mano il blog, almeno fino a quando lo studio o il caldo non mi rapiranno nuovamente.
La lettura che mi ha accompagnato questo mese è stata "Jezabel" di Irène Némirovsky (Prezzo: 10,00 € - Traduttore: Laura Frausin Guarino).


 "Jezabel" di Irène Némirovsky
Casa Editrice: Adelphi (Piccola Biblioteca)



Jezabel è stato come un richiamo ancestrale, una sirena che mi ha adulato fino a che non ho acquisto questo romanzo di neanche 200 pagine, ma denso di emozioni e di sentimenti. 
Gladys Eysenach è la donna più bella, amata e adorata di Parigi, conosciuta in ogni dove per la sua bellezza algida e irraggiungibile, una divinità venerata dagli uomini e dalle donne, i primi vogliono amarla e le secondo vogliono essere come lei. E Gladys si ubriaca all'idea di essere amata e adorata, sono la sua droga e il cibo per la sua anima. 
Lei amava proprio questo, e proprio questo la eccitava: provare costantemente a se stessa il suo dominio sugli uomini.
All'inizio del romanzo Gladys non sembra neanche lei, distrutta, sfibrata e addolorata presenzia al suo processo senza mostrare neanche un briciolo della forza che aveva dimostrato durante la sua vita. Non ribatte, non si difende, chiede solo a gran voce che le venga data la pena che merita, per cosa? Per l'assassinio del suo giovane "amante"?
Ma qual è la verità? Quella che Gladys cerca con tutte le sue ultime forze di nascondere? 
Quale verità nasconde la richiesta di Gladys di non chiedere alcuna clemenza? Quale segreto vale cinque anni di carcere e nessuna certezza di un futuro avanti?
All'inizio del libro non si sa e bisognerà seguire le vicende di Gladys Eysenach per scoprire chi veramente lei fosse e cosa la tormenta.

"Insomma c'è una sola realtà, una sola felicità al mondo, ed è la gioventù."

Solo la  bellezza vale ogni sacrificio, e per essa che Gladys non si tira indietro e compie qualsiasi cosa, morale o immorale, che sia.
Tutto ciò che conta è essere amata e adorata, è per la bellezza di una gioventù svanita che Gladys si fa coraggio.

"Coraggio," pensava con rabbia "balla, sorridi!...Devi essere spensierata, bella, giovane!...Devi piacere, e piacere ancora...A tutti gli uomini, perché lui lo veda e sia geloso!..."

Jezabel è stata una lotta, una sfida continua dove non sapevo da che parte stare: se parteggiare per la debolezza di Gladys o per la gioventù rubata della sua nemesi, che lei stessa aveva contribuito a costruire, negando con insistenza la sua età e la sua vera natura.
Un libro così ricco e denso di emozioni da togliere il fiato, e da impedire di fare altro se non leggere e continuare ancora a leggere.
Vorrei poter avere le parole adatte a descrivere il suo stile, ritmato e veloce. Leggere un suo romanzo è come fare una corsa, senza mai fermarsi,continuare a correre, fino ad arrivare al suo climax, un continuo flusso di pensieri e di parole, che riescono a descrivere così bene la vera natura dei suoi personaggi da sconvolgere per la sua cruda realtà.
Visto che non mi sento in grado di descrivere il suo stile, vorrei usare le stesse parole della scrittrice. Ecco cosa diceva Irène Némirovsky riguardo al suo ultimo romanzo, pochi giorni prima del suo arresto:


Il libro in sé deve dare l'impressione di essere semplicemente un episodio... com'è in realtà la nostra epoca, e indubbiamente tutte le epoche. La forma, dunque... ma dovrei dire piuttosto il ritmo: il ritmo in senso cinematografico... collegamenti delle parti fra loro. Tempête, Dolce, dolcezza e tragedia. Captivité? Qualcosa di smorzato, di soffocato, il più possibile cattivo. Dopo non so. L'importante – i rapporti fra le diverse parti dell'opera. Se conoscessi meglio la musica, credo che questo potrebbe aiutarmi. In mancanza della musica, quello che al cinema si chiama ritmo. Insomma, preoccuparsi da una parte della varietà e dall'altra dell'armonia. Nel cinema un film deve avere una unità, un tono, uno stile. 

Credo di non essere riuscita ad omaggiare neanche un terzo di questo romanzo, o se vi ho fatto pensare ad un suo possibile acquisto; è il mio primo approccio con questa scrittrice della quale vorrei leggere tutto e questo nostro primo incontro è stato incredibile.



giovedì 30 gennaio 2014

Recensione: Onyx di J. L . Armentrout

Salve gente!!
Lo so che solo ieri ho pubblicato la recensione de "Il Richiamo del cuculo", ma Onyx è stata una lettura oltremodo veloce. Una piacevole distrazione dallo studio che mi ha tenuto compagnia intrattenendomi con i suoi drammi adolescenziali/alieni. Ho anche finito di leggere Shadows, ma Dawson mi ha colpito meno di Daemon, è decisamente meno particolare e meno incisivo del fratello gemello, la recensione la scriverò domani se dopo la palestra avrò la forza di alzare un dito ;).
Intanto vi avevo annunciato che le mie prossime letture sarebbero state di genere completamente diverso, sono tornata un po' ai classici, che avevo accantonato per un po', ma ora il desiderio di leggere qualche titolone è tornato forte quindi sono anche ben accetti suggerimenti. 

Buona lettura. :))


Onyx di Jennifer L. Armentrout

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Casa Editrice: Giunti Editore (Y)
Pubblicato il: 29 gennaio 2014
Pagine: 176
Prezzo: € 12,00
TRAMA: Daemon Black ultimamente è cambiato: dolce, passionale, protettivo e addirittura geloso, sembra davvero prendere sul serio la relazione con Katy, che adesso è qualcosa di più di una bizzarra connessione aliena. E Katy? Ancora combattuta, non può più negare di esserne perdutamente innamorata. Però non è facile godersi una storia d’amore quando il pericolo è in agguato: una minacciosa presenza che viene da un altro mondo e nasconde segreti impensabili.
Katy è sconvolta per aver appreso cose che non poteva lontanamente immaginare e l’improvvisa apparizione di qualcuno creduto morto non rende certo la situazione più semplice. Determinati a scoprire la verità sulla scomparsa di Dawson e della sua ragazza, Katy e Daemon si trovano ad affrontare una lotta di dimensioni cosmiche. Nessuno è ciò che sembra e i segreti nascosti per così tanto tempo reclameranno le loro vittime. A volte esistono nemici più forti dell’amore...

RECENSIONE

Sapete cosa vuol dire leggere un libro in un giorno? Sicuramente si, vi sarà già capitato, vuoi perché sia piccolo o perché l'autore è così bravo da coinvolgerti tantissimo, o semplicemente sei così dannatamente curioso di scoprire cosa succede da divorare le pagine per finirlo.
Qualunque sia la motivazione, sta di fatto che Onyx mi ha divorato e si è concluso in un attimo. Purtroppo non posso parlare del libro senza lasciarmi sfuggire qualche spoiler, cercherò di limitarmi ma purtroppo è un seguito quindi la trama è strettamente legata al primo libro.


Katy è ancora scossa per lo scontro con gli Arum, dove ha quasi perso la vita se non fosse stato per l'intervento di Daemon che l'ha guarita, fondendosi con lei e cambiandola in modo irreversibile. Ogni cosa ha il suo prezzo e la guarigione ne ha uno davvero particolare, da quando è stata guarita tra di loro si è sviluppata una particolare connessione, un legame fisico e mentale che li unisce in modo indissolubile.

Da quando Daemon mi aveva guarita dopo l’attacco di un Arum, fra noi si era stabilito un legame, e mentre a lui bastava questo per gettarsi a capofitto in una relazione, io non la vedevo così. Non era reale. Io volevo un amore come quello dei miei genitori, duraturo, potente, vero. E temevo che un alieno non fosse in grado di darmelo.

La loro relazione è ora ad  un punto di stallo: essere amici o dar seguito a quella sensazione che entrambi sentono ma della quale Katy (non Daemon) ha una gran paura, non si fida totalmente è teme che Daemon non sia realmente interessato a lei (o per favore datemi un bastone così la stordisco!).

Quando a scuola arriverà un nuovo ragazzo incredibilmente carino , Blake, la situazione diventerà critica. Blake ha un debole fin troppo palese per Katy e questo a Daemon non va propriamente giù, soprattutto quando Katy decide di cominciare a frequentarlo per vivere qualche momento normale e non circondata da alieni.
La normalità, però,  non è più nella sua vita da quando ha bussato alla porta di casa Black e da quando Daemon l'ha guarita le capitano stranezze a non finire, porte che si aprono senza che lei le tocchi, rami fermati a mezz'aria e per finire è sua la colpa dell'esplosione di luce durante la lotta con l'Arum. Cosa sta succedendo? 


Il legame che sente con Daemon è frutto della guarigione o è solo la naturale espressione di quello che provano l'uno per l'altro?
Di più non posso dirvi perché significherebbe spoilerare alla grande l'intera trama e non mi va proprio. 

Ancora una volta Armentrout si rivela essere una buona narratrice, il romanzo è gradevolissimo, la storia scorre via veloce e le pagine vengono divorate con la stessa velocità con cui divorerei un biscotto tra le labbra di Daemon* . 
Cookie?! Get it!
"Biscotto?”disse mettendomene davanti uno pieno di gocce di cioccolato. Mal di stomaco o meno, non avrei mai potuto rifiutare. “Perché no.”

Con un sorrisetto furbo si sporse su di me, a pochi centimetri dalla mia bocca. “Vieni a prendertelo.”
Vieni a prendertelo..? E subito dopo, Daemon si mise il biscotto fra quelle labbra irresistibili.
Oh, Dio degli alieni, pensai.
Daemon è il personaggio che ha subito il maggior cambiamento, quella chimica che c'era nel primo romanzo ora è dirompente, una reazione catalizzata e che non può essere fermata. Un alieno ironico e pungente possiamo ancora sopportarlo e forse resistere al suo fascino, ma se decide di gettare via la maschera da cattivo ragazzo e di lasciarsi andare e mostrare i suoi sentimenti. Allora lì c'è poco scampo. Daemon manifesta in maniera chiara e diretta ciò che prova, con un'infinità di dolcezze che farebbero sciogliere anche un iceberg ma purtroppo no Katy, o meglio fa finta di no. Parlando della protagonista femminile, ho rischiato veramente di prenderla a schiaffi in alcuni momenti, perché Katy ha molti difetti e non sempre è facile da gestire, ma d'altro canto credo che sia anche il personaggio più "vero". Katy è un'adolescente, si comporta spesso come tale, cacciandosi nei guai un giorno si e l'altro pure, lasciandosi coinvolgere non solo da Daemon ma anche da Blake e ritrovandosi in un triangolo amoroso che non ha senso di nascere fin dal principio, ma si ostina a portarlo avanti (nonostante lei stessa ammetta che Blake non ha speranza), un normalissimo comportamento da teenager!!
Per il resto viene dato pochissimo spazio agli altri personaggi, un po' trascurati per questioni di tempi e storia, incentrata per lo più su i due protagonisti, presi entrambi da questioni personali e dalla ricerca disperata della verità, una verità che se venisse a galla sarebbe davvero sconvolgente.
Il romanzo si divide in due parti, nella prima metà non ha molti colpi di scena, se non uno che all'inizio avevo giudicato molto precoce (e molto alla Roswell XD) ma invece ha dato un po' di pepe a tutta la vicenda e ha gettato le basi per un mistero che va oltre la semplice scomparsa di Bethany e Dawson...che poi sono veramente scomparsi? 
La seconda parte invece è piena di verità scoperte e confermate, alcune facilmente intuibili altre un po' meno, soprattutto per me che non ho letto Shadows se non dopo Onyx, e quindi alcuni personaggi non mi erano proprio familiari.

Una cosa che mi ha lasciato un po' perplessa è stata la traduzione, come ha fatto notare la stessa Glinda, è un po' ridotta, rendendo la narrazione meno intensa di quello che doveva essere inglese, ho avuto la sensazione che la Armentrout in originale avesse espresso meglio le sensazione e l'emotività dei personaggi, cosa che in italiano invece è appunto meno carica, ha meno incisività e non ha la stessa ricchezza. Ovviamente non voglio criticare una lavoro di traduzione dall'americano, data la difficoltà nel rendere alcune espressioni in italiano, ma è solo una sensazione.
In ogni caso il romanzo è piacevolissimo, la storia grazie al personaggio di Daemon è intrigante, e anche molto divertente. Se avete amato Obsidian, allora Onyx non vi deluderà.



~Ice-Pandora
Location: Letto e piumone :) se avete Daemon come stufa ancora meglio XD
Tè consigliato: Tè al limone, pungente come il nostro protagonista


mercoledì 29 gennaio 2014

Recensione: Il richiamo del cuculo di Robert Galbraith

Buonasera gente!
Come state? Sono mancata? Le vostre letture procedono? 
Io sto per ampliare molto i miei orizzonti letterari con titoli famosi e internazionalmente riconosciuti come grandi titoli della narrativa. Si affronto fasi da lettrici molto diverse da romanzi YA con romance a palate a momenti in cui voglio letture più impegnative che a volte dopo giornate pesanti con numeri a gogo non riesco ad affrontare, ma questo mese ho più tempo quindi posso dedicarmi a letture diverse senza che il mio cervello bruci o fonda inesorabilmente.
Anche se del prossimo libro che voglio leggere penso che dovrò procurarmi una versione migliore di quella che ho al momento :) vabbè libreriaaaaaa sto arrivando!! :)
Ora vi lascio a questa recensione, il libro vi avverto mi ha lasciato con l'amore in bocca sinceramente mi aspettavo di più, ma spero che la zia Row si rifarà con il seguito delle avventure di Cormoran Strike, perché penso di comprarlo per leggere se cambia qualcosa.


Il richiamo del cuculo di Robert Galbraith
Casa Editrice: Salani (Romanzo)
Pagine: 560
Prezzo: 16,90 euro
Pubblicato il: 4 Novembre 2013
TRAMA: Il primo caso per Cormoran Strike in questo romanzo di esordio di Robert Galbraith, pseudonimo di J.K. Rowling, autrice della serie di Harry Potter e de "Il seggio vacante". Londra. È notte fonda quando Lula Landry, leggendaria e capricciosa top model, precipita dal balcone del suo lussuoso attico a Mayfair sul marciapiede innevato. La polizia archivia il caso come suicidio, ma il fratello della modella non può crederci. Decide di affidarsi a un investigatore privato e un caso del destino lo conduce all'ufficio di Cormoran Strike. Veterano della guerra in Afghanistan, dove ha perso una gamba, Strike riesce a malapena a guadagnarsi da vivere come detective. Per lui, scaricato dalla fidanzata e senza più un tetto, questo nuovo caso significa sopravvivenza, qualche debito in meno, la mente occupata. Ci si butta a capofitto, ma indizio dopo indizio, la verità si svela a caro prezzo in tutta la sua terribile portata e lo trascina sempre più a fondo nel mondo scintillante e spietato della vittima, sempre più vicino al pericolo che l'ha schiacciata. Un page turner tra le cui pagine è facile perdersi, tenuti per mano da personaggi che si stagliano con nettezza. Ed è ancora più facile abbandonarsi al fascino ammaliante di Londra, che dal chiasso di Soho, al lusso di Mayfair, ai gremiti pub dell'East End, si rivela protagonista assoluta, ipnotica e ricca di
seduzioni.



RECENSIONE:

Quando "Il richiamo del cuculo" è arrivato nelle librerie inglesi nessuno avrebbe mai pensato o anche solo lontanamente immaginato che dietro la penna e il nome di Robert Galbraith ci fosse J. K. Rowling, l'ideatrice e l'autrice del mondo di Harry Potter. L'esordiente Galbraith aveva creato una figura completamente diversa, scegliendo un genere letterario decisamente differente, ma lo stile maturo e la capacità linguistiche non erano decisamente quelle di un'esordiente come voleva essere Galbrait. 
Per leggere "Il richiamo del cuculo" dobbiamo staccarci dall'idea della Rowling come maga dietro Harry Potter (La maga dietro Harry Potter di Marc Saphiro), perché Cormoran Strike non è un novello Harry Potter, non ha alcun potere magico se non la sua genialità e la sua strabiliante attitudine alla risoluzione dei misteri. Quale ex militare dell'esercito brittannico, reduce della guerra in Afghanistan Strike è un personaggio alquanto particolare, è investigatore privato dalle incredibili capaci, ma decisamente non comprese date le disastrose condizioni in cui versa la sua vita, il suo aspetto trasandato, poco curato e da orso bruno rendono poco probabile un paragone con l'eleganza francese di Hercule Poirot o la gentilezza quasi nonnesca di Miss Marple, potrei azzardare un legame con la trasandata eleganza di Sherlock Holmes, ma anche in qualche azzarderei troppo.

"Il richiamo del cuculo" è quello che penso si possa definire un giallo classico, la vicenda si apre con un prologo dove si viene a sapere che un giovane modella di fama internazionale, Lula Landry, è stata ritrovata morta in strada, probabilmente si è buttata giù dal suo super attico morendo sul corpo. Il suo caso viene catalogato senza indugi come suicidio scatenando la fantasia dei media.
Il brusio si levava dalla strada come un ronzio di mosche. I fotografi erano ammassati contro le transenne presidiate dalla polizia, i lunghi zoom delle macchine fotografiche puntati, i respiri che si condensavano come vapore. La neve cadeva senza tregua su spalle e cappelli; dita guantate dovevano continuamente pulire le lenti. Ogni tanto partivano raffiche improvvise di clic, quando i paparazzi, per ingannare l’attesa, fotografavano la tenda di tela bianca nel mezzo della strada, davanti all'ingresso dell’alto palazzo di mattoni rossi e al balcone dell’ultimo piano da cui era caduto il corpo.
Tre mesi dopo, la vicenda si apre con Robin Ellacott che sta per iniziare il suo ennesimo lavoro temporaneo che l'agenzia interinale le ha trovato ed è con Robin che conosciamo Cormoran Strike, che non è decisamente il  massimo dell'eleganza, e decisamente non è il classico prototipo di capo a cui è abituata Robin Ellacott, ma tra i due nascerà una solida amicizia, fatta soprattutto di stima reciproca e di ammirazione prima da parte di Robin per Cormoran che fa praticamente il lavoro dei SUOI (di lei) sogni, e poi da parte di Cormoran che vede in Robin un braccio destro fidato e altrettanto geniale.
Una novella Watson in gonna stretta e tacchi alti potremo definirla, affiancata ad un Cormoran/Sherlock che non ha lo stesso charme e la stessa eleganza di Holmes ma è comunque intrigante e sicuramente geniale.
Tanto geniale da essere assoldato dal fratello della modella morta per dimostrare al mondo intero che Lula Landry non si è suicidata ma bensì è stata uccisa.

Raccontarvi come procedono le indagini non è il mio obiettivo, perché se vorrete potrete leggere il romanzo e scoprire così l'intera vicenda, quello di cui voglio parlare è il romanzo nel suo complesso.
Ho già detto che va letto liberi da ogni, passatemi il termine, pregiudizio, Cormoran Strike è un personaggio a sé, completamente differente da Harry Potter, anche se comunque la Rowling mantiene la sua passione per i protagonisti con storie particolarmente "tragiche" alle spalle.
Infatti Strike ha un passato tutt'altro che tranquillo, macchiato da un ricordo oscuro e mortifero che ha segnato un grande cambiamento nel suo animo spingendolo ad entrare nell'esercito e che ha poi determinato in gran parte la sua carriere sia militare, con conseguenze non temporanee, che civile. 

La Rowling si dimostra ancora una narratrice capace e abile, le sue descrizioni sono dettagliate, molto particolareggiate, capaci di far figurare davanti ai propri occhi la scena che il lettore sta leggendo. Nessun particolare è tralasciato e ogni dettaglio ha la stessa importanza, e nonostante ciò comunque come narratrice (la conosciamo tutti credo ndA) è comunque scorrevole, e piacevole da leggere (certo se non siete amanti delle scene molto descrittive forse troverete un po' lunghe certe parti). La Rowling gioca con le parole e con i nomi (non a caso il romanzo richiama il mondo degli uccelli con il suo titolo e nel romanzo compariranno anche altri nomi legati al mondo ornitologico) come ha sempre fatto e con il suo solito stile. 
Purtroppo tra descrizioni e caratterizzazioni (quasi impeccabili come sempre) personalmente ho perso il filo del discorso, o meglio delle indagini, la storia procede un po' troppo lentamente per essere un giallo, non ho provato quella sensazione di suspance e di ritmo incalzante a cui ero abituata con i romanzi di Agatha Christie e quasi più della metà del libro scorre per me fin troppo lentamente senza creare i presupposti affinché il mistero coinvolga e solo a poco più di centocinquanta pagine dalla fine il ritmo si fa più serrato, trascinando molto più velocemente e giungendo alla fine alla risoluzione del caso. Suicidio o Omicidio....bah secondo voi?? XD

Nonostante questo mio mancato coinvolgimento, credo che seguirò ancora le avventure di Cormoran e della sua fedele assistente per scoprire come si evolvono i personaggi, e soprattutto come cambierà il rapporto della Rowling con questo genere, da profana credo che essendo al suo primo tentativo con un romanzo giallo forse non ha ancora perfettamente cucito la struttura perfetta per i suoi romanzi, e poi inoltre alla fine leggere un suo romanzo è sempre gradevole e poter godere di descrizioni così particolari e dettagliate sono sempre un piacere per noi lettori.

~Ice-Pandora
Location: Se fosse primavera suggerirei un bel parco soleggiato, ma essendo inverno poltrona e camino (stufa in sostituzione) sembra l'ideale ;).
Tè consigliato: Tè Bianco senza limone decisamente molto intenso come sapore.

martedì 21 gennaio 2014

Recensione: "La Capoclan" di Anna Grieco

Buonasera a tutti voi!

Come state? Avevo in programma questa recensione da un bel po' di tempo, tant'è che ho dovuto riprendere in mano velocemente il romanzo, per ricordare alcuni particolari (ecco promemoria per me mai rimandare!!).


Per il resto questa è la recensione di un libro che ho finito qualche tempo fa, un romanzo direi piacevole che comunque volevo leggere da tempo e per questo ringrazio Anna per avermi dato questa possibilità.



La Capoclan di Anna Grieco
Casa Editrice: La Mela Avvelenata
Prezzo: 2.99 € (ebook)
Genere: Romance Time Travel
Pagine: 453 p.
TRAMA:Diviso in due fasi distinte, nei primi due capitoli la protagonista, Johanna, pentatleta italo-scozzese, si presenta come una qualsiasi ragazza moderna, con sogni e ambizioni. Ogni prospettiva cambia per lei quando parte per la Scozia, in visita all'adorata nonna. Lì il suo destino, preannunciato da sogni ricorrenti, si compie. Nel corso di un’eclissi di sole nei pressi dell’ara celtica di Clava Cairns, a Inverness, Johanna viene risucchiata all’interno di un cerchio di pietre di antichità immemorabile, ritrovandosi catapultata indietro nel tempo di circa otto secoli, precisamente nel 1204. Soccorsa da Sir Nigel, un nobile cavaliere inglese, si ritrova oggetto delle mire oscure di Sir William De Burgh, tirapiedi di Giovanni Senza Terra. Dopo una serie di rocamboleschi colpi di scena sarà costretta a fuggire, accompagnata da Elizabeth, sorella del suo salvatore. Quando ormai pare che la resa sia inevitabile, l’intervento di un manipolo di guerrieri scozzesi, guidati da Colin Mackenzie, evita loro la cattura. Quando gli occhi violetti di Johanna si posano sul possente guerriero che le sta dinanzi, lo stesso uomo che per tante notti ha popolato i suoi sogni, è il suo cuore a venire preso in trappola. Tra loro è subito invincibile attrazione, ma l’orgoglio e la cocciutaggine di entrambi diviene motivo di violenti scontri di personalità che sfociano inevitabilmente in una sfrenata passione. Tra le mura di pietra di antichi castelli si dipanano le vicende di un amore avvincente e tumultuoso, un amore deciso dal Fato, un amore oltre il tempo…


RECENSIONE


All'inizio quando lessi la trama di questo libro sentivo che mi attraeva ma al tempo stesso avevo paura di incappare in un romanzo come quelli dedicati agli Highlander (stirpe per i quali nutro un profondo rispetto eh!!) che ho letto in passato, con poco tessuto narrativo, poca storia e solo tante scene di sesso. Al contrario "La Capoclan" si presenta come un romanzo ricco e a tratti intenso e che alla fine mi ha sorpreso mantenendo un'oggettività nei fatti che non posso negare, mi ha fatto piacere. 


Johanna è la protagonista di questa storia e voi potete immaginare che mi sia subito legata a questo personaggio, visto che portiamo entrambe lo stesso nome. E' una ragazza forte, indipendente, è una studentessa di medicina e un'atleta in gamba. E' a tutti gli effetti una ragazza piena di sogni e  ambizioni per il suo futuro di medico e di sportiva, il suo grande obiettivo è la partecipazione alle olimpiadi di Londra dove da il meglio di sé.  La sua famiglia ha origini italo-scozzesi ed è molto legata alla sua terra, ed è proprio in occasione delle olimpiadi di Londra che la sua famiglia  si riunisce come tradizione vuole in Scozia, terra ricca di tradizioni legate ai suoi tanti clan, paese ricco di paesaggi mozzafiato, di cui ogni scozzese è fiero: orgoglioso della propria storia, origine e antichità. 
Johanna appartiene al clan dei Mackenzie - Douglas, un nobile e rispettato gruppo che affonda le sue origini nel medioevo inglese che ebbe origine dall'unione di due clan distinti uniti grazie al coraggio, all'altruismo e all'amore tra Colin e Johanna, una donna forte e coraggiosa, il cui nome viene tramandato di generazione in generazione nella famiglia di Johanna per ricordare appunto la donna speciale e unica che era stata, emblema per tutte le donne del loro clan. E Johanna è orgogliosa di portare quel nome e della sua famiglia, il calore e l'affetto che prova per i suoi genitori e per tutti i suoi parenti sono parte della sua indole e del suo carattere, travolgente e impulsivo.
E' una ragazza che non si lascia abbattere da niente e nessuno, è combattiva...è una donna del suo tempo! Quando si ritrova catapultata indietro nel tempo, tornando al 1200, Johanna non perde d'animo, sembra che niente e nessuno la può scoraggiare ed è in quel momento che il suo destino si compirà insieme a quello di molti altri clan della Scozia medievale. Qui al fianco della sua nuova compagna Lady Elizabeth e di altri nobili baroni dell'epoca si ritrova coinvolta in un breve lasso di tempo in quello che sembra essere il principio di un conflitto tra i sovrani inglesi e i clan scozzesi, tra i quali Johanna troverà rifugio e sicurezza grazie alla protezione di Colin Mackenzie, signore del suo clan e di quello dei Douglas. L'attrazione con Colin è immediata e potente, Johanna non sa come o perché ma sente che il suo destino è legato a quel uomo che la sta proteggendo verso il quale non prova solo una profonda e inspiegabile attrazione fisica, ma anche un sentimento più profondo e indissolubile. 
Non avevo mai letto nulla di Anna Grieco; almeno fino al suo racconto ucronico su Briseide e Achille (una delle coppie dell'Iliade che preferisco) del quale mi sono innamorata follemente, e vorrei che ci scrivesse una storia non solo un racconto, ma questo è un'altra storia. Anna ha uno stile pulito, che sa come intrigare, la sua penna è molto descrittiva, riuscendo ad ambientare molto bene la storia nella Scozia medievale ricca di intrighi e di scontri tra inglesi e scozzesi desiderosi di difendere la propria indipendenza. La presenza del gaelico è stato un valore aggiunto alla storia, mi ha permesso di immaginare ancor meglio l'epoca e poi confesso di avere una particolare predilezioni per la cultura celtica (anche se parlare di Celti è un po' generico ma passatemi la generalizzazione) e dell'Inghilterra medievale, e Anna deve essersi documentata per riportare tutto con precisione.
Perché non ho ho dato 4 piume ma solo 3 e mezzo, nonostante sia un romanzo che mi sia piaciuto? Perché alcuni particolari non mi hanno convinta del tutto: inziando con il personaggio di Johanna che per quanto io l'abbia apprezzato è troppo perfetto! Non solo è bellissima, con fluenti capelli biondi e sorprendenti occhi viola, ma è praticamente un medico con le conoscenze del 21 secolo in epoca medievale, in più è un'atleta e non una ginnasta qualsiasi, ma ha anche partecipato alle olimpiadi vincendo, quindi è un'esperta anche di karate e scherma: un bel po' di talenti per un solo personaggio, non c'è che dire. 
E poi la sorprendente velocità con cui la ragazza si adatta al fatto di aver compiuto un salto temporale di almeno otto secoli come se nulla fosse.
Per il resto ho apprezzato la sua compagnia, il suo modo un po' sfacciato a volte maleducato di combattere per l'emancipazione femminile in un epoca dove si è lontani dal considerare donne e uomini alla pari, i due protagonisti rappresentano un'interessante connubio, l'unione tra il mondo medievale e quello moderno, che si scontrano, si abbracciano e si uniscono alla fine di tutto.
Ed alla fine di tutto che il cerchio si chiude, dopo alcuni alti e bassi, novità attese e sorprese il romanzo si conclude con un finale inatteso, per me che leggevo e credo anche per i personaggi del libro coinvolti. Ed è stato il finale la parte che mi è piaciuta di più di tutto il romanzo, un momento commovente, sentito e molto profondo, mentre leggevo le ultime pagine riuscivo a vedere il cerchio che si chiudeva, e il passato e il presente ricongiungersi insieme mentre la storia compiva il suo destino.
Promettetemi una cosa. Non siate tristi, perché io sono felice, e anche se non ci rivedremo più in questa vita, il nostro amore non andrà perduto. Arderà sempre nei nostri cuori come un fuoco inestinguibile. Addio, la vostra
Johanna.
Scozia, 1206

E voi lo avete letto? Avete intenzione di leggerlo? Cosa ne pensate di romanzi time-travel? E dell'ambientazione? La Scozia mi ha sempre attratto e intrigato, per la sua storia, per la sua cultura e per il forte spirito nazionale che manifestano quando ti parlano della loro terra (una delle mie insegnanti madrelingua era scozzese...ciao Suzanne!!) 
Ora vi saluto. 
Un abbraccio.